Follow by Email

domenica 2 gennaio 2011

Diaframma...cos'è?

Come ho detto più volte la fotografia è luce e la parte meccanica che controlla quanta luce far passare attraverso l'obiettivo è il DIAFRAMMA.
Come funziona e come va considerato mentre si fotografa?
Il diaframma funziona nella lente come la pupilla funziona nel nostro occhio, se c'è poca luce si allarga per farne passare il più possibile mentre se è abbondante si restringe per farne passare di meno. Il sensore della macchina fotografica è come la retina, per lavorare bene deve ottenere la giusta quantità di luce, se ne arriva poca il sensore avrà bisogno di alzare i tempi di posa o la sensibilità per poter registrare le informazioni, se ne arriva molta invece userà tempi rapidissimi e sensibilità basse.
Come leggere il diaframma?
Bisogna ragionare al contrario :-) in pratica il numero f si riferisce all'apertura del diaframma e lo si trova scritto sugli obiettivi oppure si può leggere sui monitor delle fotocamere, più piccolo è il numero e maggiore quantità di luce fa passare e mano a mano che il numero cresce cala la quantità di luce.
Facciamo un esempio pratico, diciamo che abbiamo uno zoom con i seguenti valori riportati sulla parte frontale: 12-60mm f 2.8-4 .
Come leggere questi dati?
12-60mm indica la lunghezza focale minima e massima dell'obiettivo che quindi partirà dai 12mm per arrivare ai 60mm passando per tutti i valori intermedi (12mm equivale ad un grandangolare per i paesaggi e 60mm equivale ad un medio tele per avvicinare il soggetto inquadrato).
A questo punto rimane il valore f 2.8-4 ed è quello che indica la luminosità dell'obiettivo stesso intesa come massima apertura del diaframma ai due estremi dello zoom.
Difficile?
No, semplicemente vuole dire che il nostro obiettivo a 12mm avrà una apertura massima di f2.8 e a 60mm ne avrà una di f4!
Ora bisogna capire se questi valori sono buoni o meno e bisogna fare delle distinzioni tra i vari settori cui le lenti sono dedicate.
Se avessimo un valore f2 costante, per esempio se il nostro zoom di prima fosse stato un 12-60 f2 avrebbe significato che per tutta la lunghezza dello zoom, dall'inizio alla fine, avremmo avuto una luminosità massima pari a 2, eccezionale! In altri termini sarebbe una lente molto grande, molto pesante e soprattutto molto costosa e dedicata a lavori specialistici e professionisti che di foto ci campano.
Una lente come la nostra con f 2.8-4 invece è una lente sempre per professionisti o amatori esigenti che offre una ottima luminosità contenendo pesi, ingombri e soprattutto costi.
Se invece la nostra lente fosse stata un f 3.5-6 sarebbe stata un'ottica di quelle che danno in kit con le macchine fotografiche, sufficiente per iniziare ma con grandi limiti in termini di resa ed usabilità.
Ho fatto questi rapidi distinguo per far capire che non tutte le lenti sono uguali e che i costi sono direttamente proporzionati alla qualità della lente stessa, in fotografia si risparmia solo prendendo ottiche usate, sul nuovo non esistono occasioni, se si vuole la qualità bisogna essere pronti a pagare!
Ho parlato del diaframma e della luminosità ma il diaframma serve anche ad altro, ad esempio è il fattore che determina l'effetto sfocato nelle foto. Avete presente quei ritratti in cui il viso è bello a fuoco mentre lo sfondo è indistinguibile? Ecco, per ottenere quell'effetto bisogna armarsi di una lente con valore f molto piccolo e quindi molto luminosa. Purtroppo nello sfocato entrano in gioco anche fattori legati alla grandezza del sensore, per farla semplice e senza entrare in tecnicismi anche noiosi basta sapere che più piccolo è il sensore e meno sfocato si può ottenere. Da ciò capirete che una compatta non può per ragioni fisiche fare foto con sfocati stupendi, dico questo prima che rimaniate delusi perchè magari ne avete presa una che sull'obiettivo riporta un numero f molto piccolo.
Se avete una reflex il mio consiglio è di lavorare impostando il programma A, che non sta per automatico ma per priorità di diaframma, come funziona? Semplice, voi inquadrate, selezionate il valore del diaframma che per esempio sarà piccolo se volete fare un ritratto con sfocato o maggiore se volete fare un paesaggio e poi la macchina decide i tempi di scatto lasciandovi così liberi di concentrarvi sulla creatività.
Questo a grandi linee è il diaframma, ci tornerò sopra spesso perchè è importante e può fare la differenza tra una foto ad effetto ed una che invece non dice nulla.
Ecco due immagini che valgono più di mille parole, nella prima il valore f è grande e si vede che viene messo a fuoco anche lo sfondo:






nella seguente il valore f è piccolo e si vede come il soggetto risulta ben staccato dallo sfondo:






P.S.: un trucco per ottenere un effetto simile anche con le compatte consiste nel selezionare la scena dedicata alle macro e porre uno sfondo leggermente lontano dal soggetto, non sarà una foto come quella fatta con una reflex ma permetterà di ricrearne l'effetto.

Nessun commento:

Posta un commento