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lunedì 10 gennaio 2011

Inquadratura

L’elemento fondamentale quando si scatta una foto è l’inquadratura, la scelta cioè di cosa includere o meno nel fotogramma. Non è sempre facile questa scelta, alle volte facciamo una foto per poi accorgerci che poteva essere diversa e migliore se solo avessimo incluso un altro dettaglio.
Come regolarsi allora?
Intanto dobbiamo controllare se quello che vediamo nel mirino equivale a ciò che verrà ripreso, sembra banale ma non è così perché le macchine fotografiche reflex di fascia bassa e media hanno mirini piccoli che solitamente inquadrano il 90% del campo che poi ritroveremo nella foto e questo vuole dire che bisogna abituare la mente a ragionare tenendo conto di questo scarto.
Un'altra banalità da tenere a mente è che una foto può essere ritagliare per eliminare qualcosa ma non si creare qualcosa che ci era sfuggito quindi è consigliabile cercare di fare foto di largo respiro e poi decidere se mantenerla così o ritagliarla.
In molti corsi inculcano regole fisse per comporre l’immagine ma a mio avviso sono solo stupidaggini, la fotografia come la pittura è un qualcosa di intimo e personale ed il fotografo deve sentirsi libero di inquadrare cosa e come vuole rendendo conto solo a se stesso senza andare a pensare a cosa percepiranno gli altri guardando la foto perché altrimenti non sarà in grado di darle un’anima.
Mettiamo il caso di un paesaggio, abbiamo per esempio i monti, la valle e magari una porzione di prato oltre, naturalmente al cielo, a cosa dare maggiore importanza? Dipende. La regola vorrebbe che si desse ai vari elementi lo stesso valore cercando di suddividere l’inquadratura in porzioni uguali, a mio avviso invece bisogna dare importanza a ciò che ci colpisce personalmente in quel momento. Se il cielo è carico di nubi e crea un bel contrasto con le montagne è inutile andare ad inquadrare il prato, bisogna concentrarsi sull’elemento di maggiore impatto se il nostro intento è quello di trasmettere il senso di grandezza che magari ci trasmette quel luogo.
Dirò spesso che i corsi di fotografia sono inutili e ne sono convinto, possono avere un senso fino a quando si fermano a dare le nozione base per quanto riguarda le impostazioni della macchina fotografica, quando insegnano a leggere cosa vogliono dire i numeri che compaiono sui display ma poi basta. Il motivo di questa mia convinzione è che la fotografia va vissuta dal fotografo in modo personale e non imbrigliata in regole che alla fine portano a creare migliaia di foto identiche in una data situazione perché tutti stanno attenti a rispettare le regole e non si lasciano andare verso la sperimentazione creativa ed individuale.
L’inquadratura in fotografia rappresenta il nostro punto di vista rispetto al mondo che ci passa davanti, siamo noi il centro in quel momento, il filtro che decide cosa è degno di essere ricordato e cosa invece è superfluo, è la parte della fotografia in cui noi acquistiamo il titolo di fotografo, per tutto il resto può bastare l’elettronica a gestire la luce, gli iso, i tempi ed i diaframmi.
Il mio consiglio quindi è coltivare la vostra parte creativa, cercare il dettaglio interessante anche nelle banalità, vedere quello che agli altri sfugge, ricercare costantemente di scattare per poter affermare in primo luogo voi stessi, direttori d’orchestra e non orchestranti quindi.

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