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mercoledì 28 settembre 2011

Nessuna scorciatoia in fotografia

Nella fotografia come nella vita le scorciatoie sono le vie più brevi per giungere al fallimento. 
Mi spiego meglio. 
Oggi molti pensano che per fare belle foto o anche solo foto discrete basti una buona macchina fotografica, una buona lente ed un pc, tanto se il file di partenza è pulito poi ci si può sempre lavorare sopra per renderlo anche bello. Molti credono che la fotografia oggi si esegua in post produzione e che per fotografare non serva altro che un pò di pratica con i programmi di foto-ritocco. 
Le vie semplici non esistono, non ci sono scorciatoie neanche nella fotografia, se si vuole imparare a fare belle foto ci vuole pratica e dedizione abbinate alla passione. 
Molti oggi si improvvisano fotografi, riempiono la città di mostre in cui esibiscono le loro "opere" che poi, agli occhi di chi fotografa da anni si rivelano tanto banali quanto piene di errori di esecuzione. Il problema reale però è il pubblico, quello digerisce tutto e se uno si sa vendere riesce a spacciare per arte e bravura anche la mediocrità e allora via con le mostre personali, con le fotografie stampate a casa su carta economica, con foto che fanno pena ma che per la massa rappresentano già qualcosa. 
Le definirei le scorciatoie della mediocrità. 
Una volta, con la pellicola, la fotografia era qualcosa di romantico, in cui uno assieme all'impegno economico dovuto al rullino, allo sviluppo e alla stampa ci metteva anche l'anima. Oggi il digitale ha messo in testa alle persone l'idea che la fotografia è semplice, che non serve più sperimentare, provare, migliorarsi per eseguire lo scatto perfetto, quello arriva dopo, al pc al giorno d'oggi.
Vedo tanti ragazzi armarsi di reflex entry level con il loro bel obiettivo del kit e lanciarsi in poco probabili mostre personali applauditi da genitori, parenti e amici compiacenti ma ben lontani dal volersi sentire rivolgere una ben che minima critica costruttiva o anche distruttiva se deve arrivare. 
Il web è sommerso dalle foto digitali, ne girano milioni ed i bravi fotografi sono sempre più soffocati da questa ondata di immagini che rende il loro lavoro superfluo perchè ci sarà sempre un grafico da qualche parte del globo che otterrà i suoi risultati senza sapere neanche cos'è l'esposizione.
Mancano le basi, mancano le fondamenta a questa orda di fotografi che brandiscono le macchine fotografiche come se fossero delle mitragliatici e riempiono schede di memoria di foto riprese a raffica per poi fare una cernita e salvarne una, forse due su mille. 
E' fotografia questa? 
Io lo chiamo calcolo delle probabilità, statisticamente su mille scatti qualcuno si salverà di sicuro e il pc farà il resto. Ecco la via scelta dalla maggior parte dei fotografi oggi, la fortuna, la scorciatoia migliore per essere sicuri di portare a casa una foto. 
Che tristezza ridurre quella che dovrebbe essere un'arte ad un mero calcolo statistico.
Una cosa mi consola, io non sono così e spero che i pochi che leggono questo piccolo blog la pensino come me e, almeno in parte, si sentano un pò come mi sento io quando con orgoglio ottengo lo scatto che ai miei occhi posso definire perfetto.

domenica 25 settembre 2011

Zuiko Digital 50-200mm SWD test

Eccomi qua per mostrarvi qualche scatto eseguito con lo Zuiko Digital 50-200mm SWD che sul formato 35mm equivale ad uno 100-400mm, di seguito un'immagine dell'obiettivo che rende l'idea della sua grandezza:





Il 50-200mm a mio avviso non può mancare nella borsa di un utente 4\3 assieme al 12-60mm swd, queste due lenti infatti oltre a coprire un range di focali veramente versatili rappresentano anche il top in fatto di velocità di messa a fuoco per quanto riguarda le ottiche Olympus.
Nello specifico il 50-200 swd è una lente ottima per la caccia fotografica grazie ai suoi ingombri limitati ed alla sua luminosità di 2.8-3.5 e soprattutto alla resa tagliente che ne permettono un utilizzo anche quasi macro.
Ora passiamo alle immagini, tutte eseguite a mano libera e mai con il sole pieno, quindi non nelle condizioni ideali. Ad ogni immagine segue un ingrandimento al 100% della stessa per una valutazione migliore, tenete conto però che il ridimensionamento delle immagini ne fa perdere parte della nitidezza.


























sabato 24 settembre 2011

Uno scatto dal ghetto di Trieste

Passeggiavo per le vie dell'ex ghetto ebraico di Trieste, un ghetto che non riguarda il fascismo ma che nacque nel 1696 e venne poi abolito nel 1784 dall'Imperatore Giuseppe II. Durante questa breve passeggiata mi è apparso uno squarcio che non ho resistito a riprendere e ad interpretare poi al pc, uno scorcio che a mio avviso potrebbe arrivare dal passato, dal tempo in cui il ghetto ospitava un centinaio di famiglie ebree della mia città.


Lo scatto è stato eseguito in RAW con una Olympus E-5 abbinata allo ZD 50mm macro a f2, 1600 iso, raw convertito in Lightroom e lavorato con il Nik software per la conversione in bianco e nero.
Vi rimando al seguente link per una rapida storia del ghetto ebraico di Trieste: http://www.triestebraica.it/ghetto

venerdì 23 settembre 2011

Fujifilm X10, la mini old style

Ormai il ritorno al passato è diventata la moda del momento e forse Fuji è la casa che è riuscita ad esprimere questa tendenza nel modo migliore.
Da poco è stata presentata la nuova X10, una compatta di alto rango che va a piazzarsi a fianco di macchine come la Olympus XZ-1 riuscendo probabilmente anche ad essere migliore sotto certi aspetti e riprendendo le linee della sorella maggiore, la X100. Vediamo il perchè.
Per prima cosa delle immagini del prodotto per avere un'idea di cosa sto parlando







Come potete vedere sembra di trovarsi davanti ad una macchina fotografica degli anni '70, linee classiche, colore nero, mirino ottico decentrato, se non fosse per il display posteriore potrebbe benissimo essere scambiata per una macchina a pellicola.
Il cuore di questa Fuji è un nuovo sensore EXR CMOS da 2/3" e 12 megapixel, un sensore discretamente grande calcolando le concorrenti della stessa fascia di prezzo e la giusta dose di mega pixel. 
Lo zoom è un 4x come su molte altre e copre una focale che va dai 28mm ai 112mm, uno zoom versatile e dalla luminosità F2.0-2.8.
La particolarità di questo zoom risiede nel fatto che si regola tramite la ghiera come nelle reflex e non tramite pulsanti e levette come le concorrenti, una soluzione nuova che rende questa macchina una chicca nel panorama delle compatte evolute.
Interessante è anche l'adozione del mirino ottico, rarità ormai ma sempre preferibile ai mirini elettronici e mi auguro che questa strada venga seguita anche dalle altre case, almeno per queste macchine con escursione focale di soli 4X.
Da segnalare la presenza di un diaframma a 7 lamelle che dovrebbe regalare un ottimo sfocato.
La Fuji X10 dovrebbe essere disponibile dalla fine di ottobre ad un prezzo che si aggirerà attorno ai 550 euro, non pochi sicuramente ma aspetto con ansia di vedere delle recensioni e magari di poterla toccare con mano.

giovedì 22 settembre 2011

Pentax Q: se Nikon 1 è inutile questa lo è di più



Il mondo delle mirrorless è ormai in fermento ed ogni produttore cerca di ritagliarsi uno spazio proponendo alle volte prodotti assurdi come la serie Q di Pentax.

Perchè definisco assurdo questo prodotto?

Basterebbe un dato a renderlo tale, il sensore da 1/2,3"....lo stesso che montano le fotocamere compatte.

In cosa si traduce questo dato?

Semplicemente nell'impossibilità di ottenere qualità nell'immagine e scusate se è poco per una macchina che va comunque a posizionarsi in una fascia di prezzo alta e che ha bisogno di ottiche da acquistare a parte per funzionare. La serie Q infatti sarà ad ottiche intercambiabili estremamente compatte grazie alle ridotte dimensioni del sensore ma proprio a causa di esso anche impossibilitate ad esprimersi al meglio.

L'idea di Pentax è quella di puntare sui tipici utilizzatori di compatte offrendo loro un prodotto diverso ma non per questo migliore, mi basta pensare alle macchine di fascia alta coma la Olympus XZ-1 per non trovare uno spazio per questa nuova famiglia di prodotti.

Vale la pena spendere per qualcosa che toglie la praticità della compatta con obiettivo zoom incorporato e luminoso e al contempo toglie la qualità delle altre mirrorless con sensore grande?

A mio avviso no, si va ad acquistare il peggio dei due mondi.

Avrà mercato?

Certo, ogni prodotto ha i suoi seguaci ma i numeri a mio avviso saranno estremamente ridotti e non giustificheranno la creazione di questo ulteriore nuovo standard.

Aggiungo le foto del nuovo prodotto che a livello di bellezza a mio avviso si pone ai vertici della categoria, peccato solo per le scelte tecniche portate avanti da Pentax.




Nikon 1 : quando l'inutilità prende forma



Era da un pò nell'aria ed alla fine è arrivata la presentazione ufficiale della evil di casa Nikon, la serie 1.
Nel settore delle reflex senza specchio quindi è entrato uno dei maggiori produttori mondiali di fotocamere ma lo ha fatto scegliendo una strada a mio avviso assurda creando un nuovo standard a livello di sensore denominato CX.
Fino ad oggi le macchine di questo tipo montavano o un sensore APS-C (Sony,Samsung ecc...) o un sensore 4:3 (Olympus e Panasonic), oggi Nikon ha deciso di mettere nella mischia una fotocamera, anzi due, che montano un sensore grande 13.2mm x 8.8 mm e con fattore di moltiplicazione per le ottiche di 2.7x, più piccolo quindi del 4:3 di Olympus e Panasonic e dell'APS-C.
Come mai questa scelta?
Ufficialmente Nikon ha dichiarato che il motivo deriva nella volontà di voler mantenere compatte le misure di questa nuova famiglia di fotocamere ma è solamente una scusa visto che la compattezza deriva principalmente dal fatto di adottare ottiche mediocri e poco luminose. La realtà è che Nikon non vuole pestarsi i piedi nella vendita delle reflex tradizionali di fascia bassa e così ha messo a punto un formato che io definirei "per i polli" per cercare di arginare l'espansione delle altre case nel settore delle macchine senza specchio senza limare le proprie vendite nel settore reflex tradizionale.
Un sensore come quello presentato da Nikon ha fisiologicamente un rumore di fondo simile a quello delle compatte, con pochi benefici quindi in termini di pulizia delle immagini ad alti iso e tenuta dei dettagli fini, due aspetti cari ai fotografi smaliziati. Gli acquirenti ideali saranno i neofiti affascinati dal marchio che si lanceranno nell'acquisto di un prodotto che non sarà né carne né pesce che non potrà soddisfarli ma che in compenso li costringerà a spendere altri soldi per passare a qualcosa di "serio".
Onestamente Nikon mi ha deluso, è un marchio che ho sempre rispettato ma che ha deciso di anteporre gli interessi monetari alla qualità dell'immagine e per un marchio storico della fotografia questo è inaccettabile a mio avviso.
A titolo informativo metto anche le immagini dei due modelli presentati, la V1 dotata di mirino elettronico incorporato, corpo in lega di magnesio, display 3" da 900.000punti:









E la J1, priva del mirino integrato, display da 3" da 461.000 punti e  il corpo in alluminio ma che presenta anche un piccolo flash a scomparsa che manca nella sorella maggiore:







Come obiettivi saranno da subito disponibili i seguenti modelli:

- Nikkor VR 10 - 30mm F3.5-5.6; 27 - 81mm equivalente ( kit zoom)

- Nikkor VR 30 - 110mm F3.8-5.6; 81 - 297mm equivalente- Nikkor 10mm F2.8 "pancake" (obiettivo molto compatto); 27mm equivalente


Tutti bui per mantenere le dimensioni compatte...

Il prezzo della Nikon V1, che sarà in vendita a partire da ottobre 2011, è di 899 dollari (corpo macchina + zoom 10 - 30 mm (27 - 81 mm equivalente).



Aggiungo un raffronto sulla grandezza dei vari sensori ponendo una particolare attenzione nel far presente come il CX, a causa della sua esigua grandezza e quindi enorme profondità di campo, impedirà di ottenere uno sfocato degno di nota a discapito dei ritratti cui siamo abituati con gli altri sistemi. 



lunedì 19 settembre 2011

Reflex con o senza specchio?

Oggi la scelta più difficile per un fotografo che si affaccia per la prima volta sul mercato delle reflex è la scelta tra il classico sistema con specchio e mirino ottico oppure il nuovo sistema senza specchio e senza mirino ottico. Qual è il migliore?

Spesso è questa la domanda che riecheggia nei forum con neofiti che sperano di ricevere consigli ed invece si ritrovano ad assistere ad una guerra tra fanatici di un sistema o dell’altro.

La risposta come sempre non può essere univoca, ogni sistema porta con se pro e contro e deve essere valutata in relazione all’uso ed ai bisogni del singolo fotografo.

Partiamo dal sistema classico perché più conosciuto essendo in vendita da quando esiste la fotografia. Il grande vantaggio delle reflex a specchio è dato dal mirino ottico e da una velocità di messa a fuoco che fino a qualche mese fa era inarrivabile alle concorrenti ma che nell’ultimo mese è stata azzerata grazie ai progressi della tecnologia. Il mirino ottico di qualità, quindi parliamo di reflex professionali, offre una visione che ancora oggi i migliori mirini elettronici non raggiungono, soprattutto in caso di scarsa luminosità. Per raggiungere questo risultato però è necessario usare pentaprismi grandi che aumentano pesi ed ingombri di questa tipologia di fotocamere rendendole poco pratiche per il fotografo occasionale che ricerca però la qualità del file. Anche l’ergonomia delle reflex tradizionali è migliore rispetto alle nuove arrivate proprio in virtù delle dimensioni maggiori che ne agevolano una salda impugnatura ed un buon bilanciamento del peso tra corpo e lente.

I’ecosistema di macchine fotografiche di nuova concezione ha puntato tutto sulla compattezza andando ad eliminare il mirino ottico e quindi anche lo specchio ed il pentaprisma presente fino ad oggi nelle reflex. Il risultato di questa cura snellente oggi ha portato ad avere corpi macchina che montano gli stessi sensori delle reflex tradizionali ma presentano dimensioni da compatta. Questa scelta ha portato ovviamente ad una praticità enorme nel trasporto delle macchine fotografiche, basta una borsetta di piccole dimensioni per contenerle ma il lato opposto della medaglia non è esente da difetti. Dimensioni piccole equivalgono a minore ergonomia, presa meno stabile e l’assenza del mirino ottico obbliga ad usare il monitor per comporre l’immagine o il mirino elettronico, se presente. Il difetto di questi due sistemi di mira sta nel fatto che il monitor diventa scarsamente visibile se abbiamo il sole alle spalle ed il mirino elettronico soffre in caso di scarsa luce.

Per quanto riguarda gli ingombri si deve anche considerare una cosa, la grandezza dei sensori è invariata rispetto alle reflex tradizionali e questo si traduce in una difficile miniaturizzazione delle lenti che porta ad uno sbilanciamento tra corpo e obiettivi sia nelle dimensioni che nei pesi.

L’unica risposta che mi sento di dare a chi è in dubbio e chiede consigli è di valutare il grado di passione che ha per la fotografia, un appassionato infatti risentirà poco dei maggiori pesi di un sistema tradizionale mentre un fotografo occasionale beneficerà dei pesi ridotti delle nuove reflex senza specchio.

Fondamentale è prenderle in mano, mi raccomando solo di paragonare i due corpi a parità di obiettivo, spesso infatti le nuove macchine vengono proposte con lenti fisse per mantenere la compattezza o con zoom poco luminosi, attenti quindi a non cadere nei tranelli del marketing che potrebbe immettere falsi miti nel mercato.

Se io dovessi oggi lanciarmi nel mondo delle nuove reflex senza specchio sceglierei come riferimenti la Sony nex-7 oppure la Olympus E-P3, due cavalli di razza nel panorama delle piccole macchine fotografiche dal sensore grande ma questo è solo un consiglio, poi ognuno valuta anche in base alle proprie possibilità economiche.

Silver Efex Pro 2 : il software per il bianco e nero

Visto che a me piacciono le foto in bianco e nero voglio suggerirvi un software che a mio avviso si piazza al primo posto in tal senso: Nik Software Silver Efex Pro 2.
Questo programma io lo uso come plugin di Lightroom ma si può utilizzare anche con PhotoShop ed è specializzato nella trasformazione in bianco e nero delle fotografie. Trovo ottimo questo programma perché abbina dei profili da cui partire dando però la totale libertà del fotografo di effettuarvi tutte le mille micro regolazioni che ritiene di dover apportare per ottenere l’effetto desiderato. Una caratteristica che personalmente adoro è quella di poter scegliere anche il tipo di pellicola bianco e nero da simulare rispecchiandone le caratteristiche che si ritrovavano lavorando con l’analogico. Sembrerà assurdo ricercare la grana e le peculiarità delle vecchie pellicole nell’era digitale ma chi le ha provate sa di cosa parlo, il bianco e nero digitale spesso è solo una desaturazione dell’immagine con l’aggiunta di forti contrasti ma nulla che si avvicini alla bellezza dei bianchi e neri di una volta che avevano un’anima anche grazie alla loro grana che oggi tutti tentano di eliminare chiamandola “rumore”. Con Silver Efex Pro 2 potremo riportare in auge il bianco e nero con le belle grane tipiche di determinate pellicole e soprattutto ottenendo una stampa che non ci farà rimpiangere i vecchi tempi. Il lato negativo risiede nel prezzo, 200 euro, ma a mio avviso se un programma soddisfa a pieno le aspettative il costo diventa quasi irrilevante e poi c’è la versione dimostrativa da poter scaricare per saggiarne le potenzialità.
Buon divertimento!

venerdì 16 settembre 2011

Backup fotografie

Avevo già trattato l’argomento ma l’episodio che ora vi andrò a raccontare testimonia come le persone spesso prendano sotto gamba la volatilità del digitale. Un mio amico mi ha telefonato disperato raccontandomi di come l’hard disck esterno che usava per salvare le fotografie si fosse rotto e che, una volta andato a prendere i dvd di sicurezza che con zelo creava ogni 2 mesi, si fosse accorto che su 12 dischi ben 4 erano illeggibili con perdita totale del materiale salvato. Ovviamente la maggior parte di queste fotografie non erano fondamentali ma tra le tante vi erano anche compleanni e situazioni il cui ricordo era legato allo scatto eseguito che ora è perso per sempre. Questo amico aveva letto il mio intervento sui backup delle fotografie ma lo aveva preso sotto gamba senza stampare praticamente nulla ed affidandosi unicamente ai supporti di memorizzazione. Purtroppo per lui si è verificato ciò che ogni fotografo teme e cioè la perdita delle fotografie. L’hard disk esterno è il peggior sistema di memorizzazione, soggetto alle problematiche meccaniche e quindi al rischio rottura va anche aggiunto il rischio di deterioramento dei dati dovuto alla smagnetizzazione dei dischi che neanche i dischi allo stato solido azzerano. I dvd pur essendo di marca e conservati a regola d’arte non hanno resistito al loro degrado fisico naturale e dopo qualche hanno sono divenuti illeggibili perché non era stato preso il supporto migliore in quanto costoso ( e non sicuro comunque ). Se il mio amico avesse fatto le stampe a grandezza 20x15 delle sue foto migliori ed importanti oggi avrebbe comunque una matrice che potrebbe usare per fare delle copie. Non è il colmo che abbiamo ancora oggi le stampe delle prime fotografie eseguite al mondo e poi perdiamo quelle fatte un anno fa a causa della tecnologia? Il mio consiglio era ed è che le foto vanno stampate presso i laboratori specializzati e non a casa e poi conservate come si è sempre fatto, nei raccoglitori, lontane da fonti di calore e luce.

Basta così poco per non perdere i ricordi…perché rischiare?

 

lunedì 12 settembre 2011

Legge italiana pubblicazione foto




Il seguente documento non è di mia creazione ed in calce troverete i dati di chi lo ha scritto, visto che lo trovo di grande attualità lo pubblico anche su questo blog al fine di aiutarne la diffusione.







Con l'avvento di Facebook, e la sua facilità di pubblicare e condividere immagini e filmati, si è in parte dimenticata la legislazione che regola la pubblicazione di immagini altrui (Legge del 22 aprile 1941 n. 633 Articolo 96) e la tutela della Privacy (legge 196 del 2003, in sostituzione della 675/96).

La stessa amministrazione di Facebook chiede espressamente che le foto inserite nei profili siano in legale possesso di chi le pubblica, e che ritraggano essenzialmente chi le utilizza.

Partiamo dal presupposto che la pubblicazione su Facebook equivalga alla pubblicazione su web, tenendo conto anche che le difficoltà di una corretta impostazione della propria privacy (e cmq la dimostrata aggirabilità di tale ostacolo) possano di fatto rendere visibili A TUTTI i contenuti pubblicati sui singoli profili.

N.B. PARLIAMO DI FOTO (NOSTRE) CHE RITRAGGONO (ANCHE) PERSONE ESTRANEE. E RICORDATE (SEMPRE) CHE LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA...

Cosa dice la Legge italiana
Importante: questa legge regolamenta la pubblicazione e non l’acquisizione di immagini.

1. Per pubblicare l’immagine di una persona non famosa occorre la sua autorizzazione (art. 96 legge 633/41).
2. Se la persona non famosa viene pubblicata in maniera che non possa risultare dannosa alla sua immagine, e l’uso è solo giornalistico, l’indicazione del punto 1) si può ignorare, dinanzi al diritto di cronaca esercitato dal giornalista (da valutare di caso in caso). Non possono mai essere pubblicate immagini di minori.
3. Per pubblicare con finalità giornalistiche immagini di personaggi famosi non occorre autorizzazione.
4. Occorre autorizzazione in ogni caso e comunicazione al Garante se la pubblicazione può risultare lesiva (legge 633/41), oppure se fornisce indicazioni sullo stato di salute, sull’orientamento politico, sul credo religioso o sulla vita sessuale (dlgs 196/2003).
5. Occorre autorizzazione in ogni caso se le immagini vengono usate con finalità promozionali, pubblicitarie, di merchandising o comunque non di prevalente informazione o gossip.
6. Non devono essere pubblicate immagini di minori in modo che siano riconoscibili, e questo anche nel caso di fatti di rilevanza pubblica.
7. Il fatto che il fotografo detenga presso lo studio i negativi o gli originali di un servizio fotografico, anche per minori, non è proibito, a patto che non venga data pubblicazione senza assenso di queste immagini.

La legge, in poche parole, mira a porre delle regole - sotto il controllo da un Garante della Privacy - nella raccolta e diffusione di qualsiasi informazione sugli individui (e quindi anche le sue immagini private), permettendo a ciascuno un miglior controllo dei dati che lo riguardano.

In particolare, il trattamento di alcuni dati chiamati sensibili (come idee politiche, religiose, vita sessuale, salute, aspetti economici, etc) sono subordinati a un esplicito assenso da parte dell'interessato, e da controlli molto severi su coloro che raccolgono ed organizzano questi dati.

Questi ultimi, oltre a chiedere il permesso alle persone coinvolte, devono anche rendere conto delle modalità con cui questi dati vengono utilizzati, e dei sistemi di sicurezza con cui vengono gestiti i relativi schedari e i file su computer.

Esempi pratici
Esaminiamo il caso più frequente: il personaggio da pubblicare è un personaggio QUALSIASI (amici, persone ritratte per strada, clienti, etc).
La norma che interdice la pubblicazione è concepita per dare possibilità ad una persona di lasciare il suo volto sconosciuto, ne consegue che occorre avere autorizzazione alla pubblicazione in molti casi (semplifichiamo una tabella messa a disposizione dall'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti sul loro sito http://www.fotografi.org/)

(Le immagini di ritratti sono tratte da flikr.com, fra le fotografie utilizzabili e pubbliche, con licenza di libera riproducibilità Creative Commons. Gli autori sono identificati dai nick: G!Z, Stephen Gara, Carf, mStephens7, Wiseacre, Alex Craig, Gwenalrlow, Damonabnormal, Andreakw)

Immagine riconoscibile di una persona qualsiasi, comunque pubblicata (in vetrina, su stampati, su libri, riviste o sul web), o comunque in modo che l'immagine sia visibile da un pubblico indistinto e non controllabile.PUBBLICABILE: NO, a meno che non ci sia esplicita autorizzazione
PERCHE': La legge nega la possibilità di pubblicare la foto perchè in tal modo la persona che è sconosciuta perderebbe la privacy legata alla sua immagine.











Immagine riconoscibile di una persona qualsiasi, inserita in un contesto la cui visione sia limitata ad un pubblico circoscritto ed identificato (in un book cartaceo in una sola copia e non pubblicato su web, in un quadro affisso in locali chiusi al pubblico, in una pagina web protetta da password, in un tabellone esposto solo all'interno di un club o un istituto con accesso limitato ai membri, ecc) in modo che l'immagine sia visibile solo da un pubblico conosciuto, limitato e controllabile.



PUBBLICABILE: Se l'uso è davvero ristretto, è possibile.

PERCHE': Se l'immagine viene mostrata ad un gruppo ristretto, conosciuto e controllabile di interlocutori, non si può parlare di pubblicazione, ma di uso privato. Facendo attenzione a non trascendere, l'uso è possibile.

















Immagine di un minore, comunque pubblicata (in vetrina, su stampati, su libri, riviste o sul web), o comunque in modo che l'immagine sia visibile da un pubblico indistinto e non controllabile. Vedi varianti ed eccezioni più in basso.
















PUBBLICABILE: NO, a meno che non ci sia esplicita autorizzazione firmata dai genitori.

PERCHE': L'autorizzazione alla pubblicazione deve essere concessa dai genitori.























Immagine di un luogo pubblico o di un avvenimento, in cui una o più persone siano riconoscibili. Sì, se il personaggio riconoscibile non è determinante all'economia della foto.

PUBBLICABILE: SI, anche senza autorizzazione.

PERCHE': Non ha importanza che la foto sia stata REALIZZATA in un luogo pubblico o durante un evento; l'importante è che SI TRATTI di un'immagine DEL luogo pubblico o DELL'evento, nella quale alcune persone possono essere incidentalmente riconoscibili.


















Personaggi comuni scattati in pubblico, o durante un evento, ma ISOLATI dal contesto.PUBBLICABILE: NO, a meno che non ci sia esplicita autorizzazione.
PERCHE': non è lecita la pubblicazione di immagini realizzate in pubblico, ma di immagini che ritraggano luoghi o eventi pubblici.
Se il soggetto umano è portante nell'economia dell'immagine (tanto che non potrebbe essere eliminato, se non "eliminando" la foto), allora si tratta di un ritratto per cui occorre autorizzazione.










Personaggi comuni scattati in pubblico, o durante un evento, isolati dal contesto ma il cui volto non sia riconoscibile.PUBBLICABILE: SI, anche senza autorizzazione.
PERCHE': Se il volto (l'effigie) non è riconoscibile, l'immagine può essere pubblicata.














Personaggi comuni di cui sia pubblicato un particolare, ma il cui volto non sia riconoscibile.

PUBBLICABILE: SI, anche senza autorizzazione, purchè il volto non sia riconoscibile..

PERCHE': La legge protegge la privacy della propria effigie, in modo che non venga conosciuta ai più. Altri dettagli anatomici, anche se riconoscibili dalle persone che appartengono alla sfera privata, sono sconosciute alla massa, e quindi non possono essere riconosciute da questa.












Immagini in cui il soggetto ritratto occupi una porzione minima dell'immagine, comunque pubblicate.
PUBBLICABILE: Occorre valutare di caso in caso.

PERCHE': Se il soggetto avesse il volto riconoscibile, non ha importanza la "dimensione fisica" all'interno dell'immagine, ma la sua "dimensione logica": se - pur essendo "piccolo" il soggetto umano e' determinante nella foto, e' da equipararsi ad una foto di ritratti, e non di un luogo pubblico.
















Immagini pubblicate con finalità esclusivamente culturali e/o didattiche.
PUBBLICABILE: SI, è previsto dalla legge.

PERCHE': La legge cita espressamente questo caso come una situazione per la quale non occorre autorizzazione.












Immagini di ritratto di minori o di adulti effettuate come reportage in Paesi distanti.
PUBBLICABILE: La regola della privacy vale comunque, anche se statisticamente è improbabile che sorgano problemi.

PERCHE': In realtà valgono le stesse regole che valgono per le persone in Italia. Tuttavia, dato che statisticamente è molto raro che questi soggetti si oppongano in seguito, è diffusa la consuetudina per la quale non viene chiesta l'autorizzazione. Molta attenzione, invece, agli stranieri fotografati in Italia, che potrebbero opporsi - anche per tramite di avvocati che si prestano a patrocini pagati, se la pubblicazione è per loro sconveniente.







Foto di minori in situazioni che si riterrebbero giustificate da libertà di informazione ed esigenze giornalistiche.PUBBLICABILE: No. Anche se spesso viene infranta, la regola è quella di non pubblicare immagini di minori riconoscibili nei servizi giornalistici..
PERCHE': In realtà, la libertà di informazione esiste finchè non calpesta il diritto dei singoli, e l'opporsi alla pubblicazione è un diritto che prevale sull'esigenza giornalistica. Nel caso di minori, poi, esiste l'aggravante della minore età.










Foto di minori sulle quali si sia provveduto a rendere non riconoscibile il volto.
PUBBLICABILE: SI, se il volto è o viene reso non direttamente riconoscibile.

PERCHE': E' sufficiente "pecettare" o "pixelare" la zona degli occhi, dato che si tratta della porzione su cui si basa il riconoscimento immediato, che è quello che va evitato.










In conclusione
Siamo in grado di pubblicare qualunque immagine o foto di cui siamo in possesso, ma nel momento in cui vi sono altre persone, proprio perchè inserirle su Facebook nella maggior parte dei casi equivale di fatto a rendere pubblici i loro volti:
  • avvisiamole della nostra volontà di pubblicazione
  • richiediamo (se sono estranei) un consenso via e-mail
  • provvediamo all'immediata rimozione se ci viene richiesta
Inoltre è sempre meglio evitare di pubblicare foto di minori (anche se sono nostri figli).

Altre info:

SeeYouSoon

martedì 6 settembre 2011

Estinzione dei professionisti

Sempre più spesso leggo sui forum le lamentele dei fotografi professionisti che non si capacitano del fatto che ormai le persone possano preferire farsi fare i servizi fotografici dai propri amici amatori piuttosto che da loro. Ma questi “professionisti” si rendono conto che la fotografia è cambiata? Che non c’è più bisogno di pagare uno sproposito per avere una bella foto? Purtroppo una volta, con la pellicola, ci si doveva affidare ai professionisti e pagarli fior di Lire perché il risultato finale era una incognita e lo si poteva vedere solo con lo sviluppo dei negativi. Oggi il digitale ha decretato la democratizzazione dell’arte fotografica rendendo accessibile a tutti l’apprendimento delle tecniche che prima, a causa dei costi dei rullini, dello sviluppo e della stampa erano appannaggio di pochi. Mi rendo conto che un discorso così possa non piacere ma i fatti parlano chiaro, la tecnologia ha spazzato via molti mestieri, pensiamo agli assemblatori di pc, fino a qualche anno fa ce ne erano molti, ora sono spariti, perché? Semplicemente perché non c’è più bisogno di loro, attraverso i forum si possono reperire le informazioni che si cercano, tramite ebay si acquistano i componenti a basso prezzo e l’assemblaggio è alla portata di tutti.  Per la fotografia è successa la stessa cosa, oggi una reflex digitale è in mano alla maggioranza dei fotografi, basta andare per le piazze per vederlo ed ottengono gli stessi risultati di un fotografo professionista una volta imparate le basi, perché si dovrebbe spendere per qualcosa che si può avere gratis o a basso prezzo? Ancora oggi vedo che un professionista chiede anche oltre i mille euro per un matrimonio, stiamo scherzando? Le fotografie sono a costo zero non essendoci più rullini, sviluppo e stampa quindi si paga il tempo e la qualità dell’attrezzatura. Bastano queste due cose per giustificare certe tariffe? No, ho visto i risultati di questi professionisti e assolutamente non sono giustificati perché chiunque investa 2000 euro in attrezzatura può fare altrettanto. Allora saranno le tasse  e la stampa ad incidere? Mah, ho i miei dubbi, molti professionisti non rilasciano fattura lavorando di fatto in nero e per le stampe si affidano ai stessi servizi online che usiamo noi comuni mortali. Purtroppo la fotografia professionista ha fatto il suo tempo, ha ancora un senso nelle foto da studio in cui oltre all’attrezzatura fotografica conta anche quella per l’illuminazione ma per il resto basta dare un’occhiata in internet per accorgersi che la qualità la si trova anche nelle foto fatte da ragazzini di 14 anni senza andare a cercare e pagare quella di sedicenti professionisti.
Io parlo da amatore che alle volte si è ritrovato a fare foto e a regalarle perché di fotografia non vivo, è solo una passione e per questo ho subito gli attacchi di alcuni sedicenti “professionisti” sui forum. A quei professionisti ho chiesto se in caso di bisogno, per esempio per un meccanico, si rivolgono al costoso concessionario ufficiale o se si servono di qualche loro amico o parente per i lavoretti e non mi hanno risposto. Brutta cosa l’ipocrisia, da che mondo è mondo se si può si cerca di risparmiare ma guai se ciò ci penalizza in prima persona. Questo intervento ha poco a che fare con la fotografia in sé ma alle volte è giusto anche esprimere una propria opinione su cose che comunque vengono dibattute in rete e che portano a scontri anche accesi.