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mercoledì 28 settembre 2011

Nessuna scorciatoia in fotografia

Nella fotografia come nella vita le scorciatoie sono le vie più brevi per giungere al fallimento. 
Mi spiego meglio. 
Oggi molti pensano che per fare belle foto o anche solo foto discrete basti una buona macchina fotografica, una buona lente ed un pc, tanto se il file di partenza è pulito poi ci si può sempre lavorare sopra per renderlo anche bello. Molti credono che la fotografia oggi si esegua in post produzione e che per fotografare non serva altro che un pò di pratica con i programmi di foto-ritocco. 
Le vie semplici non esistono, non ci sono scorciatoie neanche nella fotografia, se si vuole imparare a fare belle foto ci vuole pratica e dedizione abbinate alla passione. 
Molti oggi si improvvisano fotografi, riempiono la città di mostre in cui esibiscono le loro "opere" che poi, agli occhi di chi fotografa da anni si rivelano tanto banali quanto piene di errori di esecuzione. Il problema reale però è il pubblico, quello digerisce tutto e se uno si sa vendere riesce a spacciare per arte e bravura anche la mediocrità e allora via con le mostre personali, con le fotografie stampate a casa su carta economica, con foto che fanno pena ma che per la massa rappresentano già qualcosa. 
Le definirei le scorciatoie della mediocrità. 
Una volta, con la pellicola, la fotografia era qualcosa di romantico, in cui uno assieme all'impegno economico dovuto al rullino, allo sviluppo e alla stampa ci metteva anche l'anima. Oggi il digitale ha messo in testa alle persone l'idea che la fotografia è semplice, che non serve più sperimentare, provare, migliorarsi per eseguire lo scatto perfetto, quello arriva dopo, al pc al giorno d'oggi.
Vedo tanti ragazzi armarsi di reflex entry level con il loro bel obiettivo del kit e lanciarsi in poco probabili mostre personali applauditi da genitori, parenti e amici compiacenti ma ben lontani dal volersi sentire rivolgere una ben che minima critica costruttiva o anche distruttiva se deve arrivare. 
Il web è sommerso dalle foto digitali, ne girano milioni ed i bravi fotografi sono sempre più soffocati da questa ondata di immagini che rende il loro lavoro superfluo perchè ci sarà sempre un grafico da qualche parte del globo che otterrà i suoi risultati senza sapere neanche cos'è l'esposizione.
Mancano le basi, mancano le fondamenta a questa orda di fotografi che brandiscono le macchine fotografiche come se fossero delle mitragliatici e riempiono schede di memoria di foto riprese a raffica per poi fare una cernita e salvarne una, forse due su mille. 
E' fotografia questa? 
Io lo chiamo calcolo delle probabilità, statisticamente su mille scatti qualcuno si salverà di sicuro e il pc farà il resto. Ecco la via scelta dalla maggior parte dei fotografi oggi, la fortuna, la scorciatoia migliore per essere sicuri di portare a casa una foto. 
Che tristezza ridurre quella che dovrebbe essere un'arte ad un mero calcolo statistico.
Una cosa mi consola, io non sono così e spero che i pochi che leggono questo piccolo blog la pensino come me e, almeno in parte, si sentano un pò come mi sento io quando con orgoglio ottengo lo scatto che ai miei occhi posso definire perfetto.

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