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venerdì 25 maggio 2012

Battery grip Olympus HLD-6, qualche immagine e impressione

Ecco qualche scatto (fatto con il cellulare...) del battery grip-impugnatura per la E-m5, a breve una recensione nell'uso sul campo.













Una cosa la posso dire subito, l'esperienza d'uso cambia completamente con il grip, anche senza il porta batteria aggiuntivo la presa risulta salda e più ergonomica, quasi come era quella della E-1.
Il prezzo non è sicuramente basso, 240 euro in negozio non sono bruscolini e non comprendono la seconda batteria che sta sui 70 euro originale...però è uno degli optional che si devono avere con la e-m5, sia perchè ne migliora l'uso sia perchè la bilanciano perfettamente usando obiettivi 4\3 standard. Una cosa che mi preoccupava erano i gommini che servono a coprire i circuiti di collegamento e che devono essere rimossi quando si uniscono le diverse parti dell'HLD-6 perchè perderli è un attimo e ritrovarli o poterli comperare è una cosa impossibile. Per fortuna alla Olympus ci hanno pensato ed infatti nell'impugnatura e nel porta batteria supplementare ci sono degli incavi che servono proprio ad ospitare i gommini durante l'uso del battery grip.
Un lato negativo, a mio avviso, che poteva essere studiato meglio è il fatto che non si può accedere alla batteria della fotocamera usando l'impugnatura aggiuntiva ma bisogna per forza smontarla ogni volta. A mio avviso sarebbe stato utile studiare un accesso in tal senso, sarebbe stata la configurazione perfetta.

Zuiko Micro 75mm 1.8 finalmente è ufficiale

Finalmente è ufficiale, in estate arriverà il nuovo obiettivo da ritratti firmato Zuiko, uno splendido 150mm equivalente con luminosità 1.8 e lenti di alta qualità. Questa lente non sarà tropicalizzata ma avrà il corpo in metallo come il 12mm e la qualità ottica, a detta della stessa Olympus, sarà la più alta mai raggiunta nel micro 4\3, superiore anche al molto apprezzato 12mm.

La lente non è piccolissima, con i suoi 300gr di peso e la lente frontale da 64mm rappresenta probabilmente il limite di accettabilità per i corpi micro 4\3 e ben si sposa con la e-m5 con montato il battery grip.

Il rappresentante di Olympus ha dichiarato che questa lente è destinata alle fotografie da studio, a quelle sportive e a quelle da cerimonia soprattutto grazie ad uno sfocato che Olympus dichiara essere particolarmente valido grazie alla luminosità 1.8 e ad un nuovo e brevettato trattamento delle lenti.

Non resta che attendere l’arrivo di questo mostro che non potrà mancare nella borsa di un fotografo che aspiri a fare qualche lavoro serio di ritrattistica.

 

mercoledì 23 maggio 2012

Ottimizzazione Olympus E-m5 OM-D, Setting Olympus E-m5 OM-D

Mano a mano che passano i giorni e prendo confidenza con questa macchina fotografica mi accorgo di come certe impostazioni di fabbrica non aiutino molto il fotografo durante gli scatti e così ho deciso di scrivere due righe per raccontare quelle che sono le mie impostazioni.

Per prima cosa ho stampato il manuale completo, può sembrare una banalità ma molti non vogliono investire tempo nella lettura e poi chiedono sui forum banalità che, spendendo pochi minuti, avrebbero risolto da soli.

Fatta questa operazione preliminare mi sono accorto che come al solito i manuali non li scrivono i fotografi e che le traduzioni sono affidate a degli incompetenti così mi sono scaricato il pdf in inglese e l’ho trovato molto più chiaro!

Metto di seguito alcuni parametri come li ho impostati io:

 

TIPO MESSA A FUOCO: singolo punto centrale, è la configurazione che preferisco, al limite metto a fuoco ciò che mi interessa e poi modifico l’inquadratura tenendo il pulsante di scatto premuto a metà.

Io utilizzo quasi sempre la messa a fuoco sul punto centrale ma rimpicciolito per aumentare la precisione, come si fa?

Non è una cosa immediata, la prima volta deve essere configurato il tutto ma poi è una cosa rapidissima. Per prima cosa ho impostato il tasto funzione fn2 con il simbolo della lente di ingrandimento, fatto questo, premendolo si abilita la possibilità di scegliere la grandezza del punto di messa a fuoco, per farlo si deve premere il tasto INFO e con la ghiera rimpicciolirlo fino a 14x, poi si ripreme il tasto INFO e a questo punto il gioco è fatto. Ricordarsi che per uscire da questa modalità si deve premere il tasto OK, poi in futuro basterà premere il tasto fn2 e avremo subito il crocino rimpicciolito.

Sembra una cosa lunga ma richiede un minuto la prima volta e poi non ci si pensa più.

 

VELOCITA’ MESSA A FUOCO: se si vuole aumentare la velocità di messa a fuoco bisogna abilitare la funzione apposita che troviamo nel menù alla lettera J sotto la voce PARTE FOTOGRAFICA, se impostata su HIGH la velocità della messa a fuoco sarà maggiore così come il refresh del mirino ma quest’ultimo avrà una qualità di immagine leggermente peggiore, soprattutto in presenza di fonti luminose artificiali, cosa che però non avrà ripercussioni sulla foto finale. Non so ancora se tenendo sempre su HIGH ci sia un consumo maggiore della batteria o meno ma sicuramente la combinazione di alta velocità e crocino messa a fuoco più piccolo cambiano sensibilmente l’auto focus.

 

CONTROLLO ALTE E BASSE LUCI: io ho impostato il tasto REC per questa funzione che trovo utile avere sotto mano.

 

MESSA A FUOCO AUTOMATICA-MANUALE: per questa funzione ho impostato il tasto fn1, in tal modo quando voglio lavorare in manuale per maggiore precisione ho l’opzione rapida sia per il tipo di messa a fuoco (fn1) che per ingrandire la visualizzazione (fn2).

 

PANNELLO DI CONTROLLO SUPER: io adoro questo pannello di controllo Olympus che trovo molto più comodo di quello stile Pen. Consiglio di usarlo perché premendo OK in fase di visualizzazione avremo a portata di mano tutti i parametri importanti da poter modificare al volo usando i tasti freccia o le ghiere. Per passare da un tipo di pannello all’altro basta premere il tasto INFO mentre si inquadra.

 

SCHERMO TOUCH: io l’ho disattivato, scelta personale ma proprio non mi ci trovo ad inquadrare con il monitor e ancor meno a mettere a fuoco toccandolo, probabilmente mi tornerà utile nel momento in cui farò macro in posizioni scomode ma lo attiverò solo alla bisogna. Partendo da ciò ovviamente ho disabilitato il sensore di prossimità del mirino ed utilizzo esclusivamente quest’ultimo per fotografare, si risparmia anche corrente che male non fa.

 

ESPOSIZIONE: io utilizzo quella prevalente al centro per il 90% degli scatti, in situazioni di luce particolari la modalità spot, praticamente mai l’esp o quella per alte e basse luci.

 

STABILIZZATORE: lo accendo se serve altrimenti spento, in ogni caso se lo accendo lo imposto in modo che si attivi quando metto a fuoco attraverso l’apposita voce del menù che trovate alla lettera C sotto la voce RIS. A META’ CON IS.

 

BILANCIAMENTO DEL BIANCO: a mio avviso si può lasciare tranquillamente su AUTO a meno di non trovarsi con luci artificiali particolari e ci si accorga che il risultato non va bene.

Ricordarsi di disabilitare la funzione TONI CALDI nel menù alla lettera G voce TIENI COLORI CALDI perché in caso di luci artificiali potreste avere colori non corretti.

 

RIDUZIONE RUMORE: io consiglio di tenere il filtro rumore spento o basso fino a 3200 iso e standard oltre questo valore, volendo si può anche sopegnere fino a 1600 iso, non vi è un netto vantaggio nello scattare in raw per quanto riguarda la gestione del rumore con altri software da quello che ho visto e in jpeg i dettagli vengono ben tenuti anche ad alte sensibilità.

 

QUALITA’ DEL FILE: io propendo verso il jpeg a meno di non avere condizioni di luce particolari che potrebbero mettere in crisi il bilanciamento del bianco, meglio scegliere la qualità SUPER FINE perché ha una comrpessione minore rispetto alle altre.

 

Questi a grandi linee sono i parametri come li ho impostati io e con cui mi trovo bene a lavorare e non ho citato volutamente voci come colore, nitidezza o contrasto perché sono parametri troppo soggettivi per essere valutati in modo standard o quasi.

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 22 maggio 2012

E-m5 + 12mm f2

Olympus E-m5 per uso professionale?

Una domanda che mi viene posta è se la nuova micro4\3 può essere considerata una fotocamera adatta all’uso professionale e la risposta è semplice: sì, con alcune precisazioni.

La nuova E-m5 è una macchina fotografica versatile, ha buona risoluzione, buona tenuta agli alti iso, auto focus singolo estremamente veloce e preciso e possiede un buon mirino elettronico che facilita la vita del fotografo grazie al controllo diretto delle alte e basse luci in fase di ripresa. Tutto ciò ne fa una macchina indicata alla maggior parte dei lavori che un professionista può trovarsi a svolgere come cerimonie, eventi sociali e altro ma sicuramente non è una macchina fotografica adatta ai professionisti sportivi a causa del modulo auto focus continuo che non è all’altezza delle concorrenti Canon e Nikon o anche Pentax.

Molti fotografi compiono un grave errore quando acquistano una macchina fotografica, non pensano alle foto che fanno ma vogliono ciò che può fare un po’ di tutto e solitamente si rivolgono a Canon o Nikon. Questo a mio avviso è il motivo che ha limitato Olympus nella sua espansione nel mercato, è settoriale e la coperta non copre al 100% i bisogni di un professionista che vuole essere pronto a tutto.

Io personalmente quando ho scelto Olympus sapevo cosa mi serviva e sapevo che le fotografie sportive non mi interessavano, puntavo più sui colori e sulla qualità costruttiva che, a mio avviso, da sempre è migliore rispetto alle concorrenti che già al tatto mi hanno sempre trasmesso un’impressione giocattolosa.

La E-m5 va abbinata alle ottiche fisse Zuiko per dare il meglio, il mio corredo in tal senso è composto dal 12mm, il 17mm, il 25mm adattato, il 45mm ed il 50mm adattato a cui andranno ad aggiungersi il 75mm ed il 60mm macro quando usciranno. A me piace per questo, sono tornato a fotografare come facevo con la pellicola con ottiche fisse e luminose mentre con il tempo ed il digitale mi ero assuefatto agli zoom che per quanto buoni portano a compromessi.

In tal senso è stato presentato il primo zoom f2.8 costante per il micro4\3, il Panasonic 14-35mm che però è in listino a 1200 euro, su strada si troverà sui 900 euro ma rimangono molti per un sistema che deve ancora raggiungere una buona divulgazione.

A chi sostiene che il micro4\3 non può soddisfare i bisogni di un professionista in termini di qualità io faccio sempre presente che probabilmente non si sono mai soffermati sui file generati da queste macchine che, anche se in passato soffrivano di più rumore rispetto la concorrenza, offrivano anche un maggiore dettaglio. Oggi con la e-m5 finalmente Olympus si è tolta anche la soddisfazione di veder sparire il rumore dalle proprie fotografie fino ai 3200 iso, un risultato ottimo, frutto di anni di costanze crescita e sviluppo tecnologico e che rendono il sistema ottimo per chiunque voglia usarlo anche a fini lavorativi.

 

lunedì 21 maggio 2012

Autonomia Olympus E-m5, come aumentarla

Il neo principale della nuova Olympus è la durata della batteria, veramente esigua se si utilizza la macchina come si farebbe con una compatta e cioè usando lo schermo per inquadrare e giocando molto con i filtri artistici. Se non si sta attenti si rischia di non riuscire a scattare oltre 200 foto, non pochi in senso assoluto ma se si vuole sostenere una lunga sessione fotografica o ci si trova in giro con gli amici possono finire molto presto.

Che fare allora?

Il rimedio Olympus si chiama battery grip con seconda batteria inclusa per raddoppiare il numero degli scatti, soluzione ovvia ma che non ci aiuta se non vogliamo affrontare anche questa ulteriore spesa (250 euro).

Il mio primo consiglio è di acquistare su ebay due batterie non originali ma con maggiore autonomia, costo 30 euro compreso carica batterie dedicato.

Già con le batterie maggiorate gli scatti possibili aumenteranno, niente di miracoloso ma si potrà arrivare a 300 scatti l’una senza particolari accorgimenti.

Ora i consigli veri che fanno la differenza.

-         spegnere il sensore di prossimità del mirino e utilizzare solo quello per inquadrare, dimenticate il monitor che anche se bello è molto avaro di corrente

-         lasciate i filtri artistici per la post produzione, scattate in raw e divertitevi poi al pc, anche loro consumano molta batteria perché fanno lavorare parecchio il processore

-         usate una scheda di memoria classe 10, io ho visto la differenza di velocità in scrittura rispetto ad una dignitosa classe 6, meno tempo sta a scrivere e meno consuma ovviamente ed aumenta la raffica continua possibile arrivando a 13 scatti invece di 9

-         mettete lo stabilizzatore in modalità tale da attivarsi solo quando premete a metà il pulsante di scatto

-         ultima ma fondamentale cosa: spegnete la macchina fotografica quando non scattate!

 

E sì, il nuovo sistema di stabilizzazione è fenomenale ma ha una contro indicazione, per funzionare lavora in tandem con il fatto che il sensore “galleggia” in un campo magnetico che si attiva dal momento in cui accendete la macchina e non si ferma fino a quando non la spegnete succhiando letteralmente la corrente.

In pratica questa macchina va usata in modo “antico”, d’altro canto è la sua vocazione stilistica, fate conto che sia una reflex senza monitor posteriore quindi mirino e via e a differenza di una reflex è è preferibile spegnerla dopo aver fatto gli scatti di nostro interesse.

Posso dirvi che con questi accorgimenti la vita delle batterie quasi raddoppierà divenendo decente, per qualcuno potrà sembrare eccessivo ma alla fine sono due cose in croce e probabilmente i prossimi aggiornamenti porteranno anche una migliore gestione delle batterie (si spera).

Un’ultima cosa…abituatevi a ragionare come con la pellicola, non si sparano foto a caso sperando che tra le 500 fatte una si salvi, bisogna pensare, ragionare e solo alla fine premere il pulsante di scatto e in una uscita normale non si dovrebbero fare più di 100 foto, il resto dimostrerebbe solo di non essere dei fotografi ma dei feticisti del click!

 

 

 

domenica 20 maggio 2012

Test iso Olympus E-m5 OM-D

Eccomi qua dopo qualche giorno per mostrare un rapido test per quanti riguarda la tenuta alle varie sensibilità della nuova micro 4\3 Olympus. Le condizioni sono le solite, luce non abbondante, soggetto con i colori critici come il blu e foto eseguita alle varie sensibilità,  prima mostro la foto e poi i ritagli al 100% alle varie sensibilità, filtro rumore spento.


Foto integrale






ISO 200 CROP 100%






ISO 400 CROP 100%






ISO 800 CROP 100%






ISO 1600 CROP 100%






ISO 3200 CROP 100%






ISO 6400 CROP 100%






ISO 12800 CROP 100%






ISO 25600 CROP 100%






I risultati sono ottimi calcolando quelli che si vedevano con tutte le precedenti Olympus, merito del nuovo sensore finalmente aggiornato e del processore di immagine che lo doma molto bene. Tenete conto che si tratta dei jpeg così come sfornati dalla macchina, lavorando i raw qualcosa in più si dovrebbe ottenere.

Mirrorless: miti e leggende da sfatare

Spesso leggendo i forum di fotografia mi imbatto in affermazioni e convinzioni assurde sulle mirrorless e credo sia meglio fare chiarezza.

Primo mito: le reflex fanno foto migliori.

Errato, fanno foto identiche visto che montano gli stessi sensori, anzi, solitamente le mirrorless vengono aggiornate con maggiore frequenza e quindi hanno sempre le ultime novità.

Secondo mito: le mirrorless non hanno mirino.

Dipende, non hanno quello ottico ma in molti casi si possono montare mirini elettronici esterni o integrati come in diverse ultime uscite. La qualità di questi mirini dipende, si va da quelli scarsi a quelli che non fanno rimpiangere quelli ottici ed in ogni caso sono meglio di quelli delle reflex entry level.

Terzo mito: le mirrorless non hanno buoni obbiettivi.

Era vero all'inizio, oggi i sistemi Panasonic ed Olympus ad esempio sono ricchi di buone proposte adatte sia agli amatori che ai professionisti.

Quello che rimane retaggio delle reflex è la messa a fuoco continua, in quel campo la diversa tecnologia usata porterà sempre uno svantaggio alle mirrorless ma posso assicurare che passi avanti enormi ne sono stati fatti molti avendo potuto usare sia reflex professionali che le migliori mirrorless sul mercato.
Purtroppo in fotografia le innovazioni sono lente a prendere piede ma a mio avviso la strada è segnata.

venerdì 18 maggio 2012

Ronzio - fruscio Olympus Om-d E-m5

In relazione al rumore (appena percettibile) della nuova ammiraglia micro di Olympus vi riporto quanto mi ha scritto la casa madre nel caso qualcuno fosse interessato:
Gentile cliente, quanto sente è il sistema di stabilizzazione, questo ha una nuova tecnologia che permette la stabilizzazione su 5 assi di rotazione/movimento, in luogo del sistema classico a 2 assi, la gestione è di tipo magletico e resta attiva anche se il sistema di stabilizzazione è disattivato, questo per mantenere in asse e posizianato al centro il sensore, non si ode più il fruscio allo spegnimento della fotocamera.
Quindi nulla di anomalo per fortuna.

giovedì 17 maggio 2012

Immagini Olympus Om-d E-m5

Review Olympus OM-D E-m5 prima parte

Eccomi qua con la nuova Olympus E-m5 finalmente arrivata tra le mie mani, alla fine mi sono deciso per la versione nera perché mi ricorda maggiormente la E-5 e mi ha dato un’aria più professionale rispetto alla silver ma sono gusti personali ovviamente, non è il colore che conta ma l’anima della macchina fotografica.
In questa prima review voglio parlare delle mie primissime impressioni, della presa di contatto e mi riservo di approfondire vari argomenti in varie recensioni che farò per analizzare singoli punti che possono essere d’interesse comune.
Una cosa che mi preme far notare e che non avevo letto nelle varie recensioni della macchina fotografica è che la stessa emette un leggero ronzio, percettibile chiaramente quando ci si trova in una stanza senza rumori e si inquadra nel mirino. Ho fatto delle ricerche e chiesto ad altri possessori della e-m5 e risulta comune a tutti gli esemplari ma ci sono solo ipotesi sul cosa lo generi, lo stabilizzatore no perché spegnendolo il ronzio permane, io non saprei a cosa attribuirlo, sembra quasi una micro ventolina di raffreddamento il cui rumore si attenua se si fanno filmati. Sia chiaro che non pregiudica in alcun modo la funzionalità della macchina ma magari un nuovo acquirente potrebbe allarmarsi mentre è tutto nella norma.
Iniziamo dal corpo macchina, piccolo, molto piccolo ma non scomodo da usare, io ho le mani grandi, porto la taglia 12 come guanti per rendere l’idea ma la impugno bene e montando il battery grip o anche solo la parte di esso che fa anche da impugnatura l’ergonomia migliora ulteriormente. Il magnesio usato come materiale è sempre il top, dona una sensazione di solidità estrema tipica delle ammiraglie Olympus e questa om-d è l’attuale ammiraglia della casa nel settore micro 4\3. nella parte superiore della macchina trovano spazio ben 3 ghiere, una per la selezione dei programmi di ripresa sul lato sinistro del corpo e due sul lato destro configurabili a piacere dall’utente nelle funzioni che andranno a comandare. Sempre sulla parte superiore ci sono anche due tasti di scelta rapida sempre configurabili a piacere.
Passando alla parte posteriore del corpo abbiamo il bellissimo monitor touch da 3 pollici basculante, molto nitido (è un amoled) e dai colori brillanti, però devo ancora verificare se sono veritieri o troppo vividi rispetto al file generato. Le funzioni attivabili tramite tocco dello schermo sono molteplici, si va dallo scattare la foto selezionando il punto di messa a fuoco all’ingrandire la foto in fase di revisione, da notare che si può anche disabilitare la funzione touch dello schermo se non si è amanti del genere.
Sempre nella parte posteriore troviamo la piccola leva di accensione nel tipico stile della serie E, il tasto menu, quello per le informazioni, il cestino e le quattro frecce per spostarsi nei menu con il tasto OK al centro, le frecce sono configurabili a piacimento per quanto riguarda le impostazioni rapide che possono azionare in fase di scatto.
Nella parte posteriore in alto troviamo due tasti, uno per la visione delle foto ed uno configurabile a piacere.
A livello di accessi diretti e configurabili direi che siamo a posto, sono molti e ben disposti, forse un po’ piccoli per dita grosse ma la miniaturizzazione ha seguito quella del corpo ed era prevedibile.
Veniamo al mirino, pezzo forte di questa macchina fotografica, io non sono un amante dei mirini elettronici provenendo dalle reflex analogiche ed avendo sempre usato reflex digitali con mirino ottico di generose dimensioni ma devo dire che questo che monta la e-m5 è di buon livello, nitido e senza sfarfallii e con la copertura al 100%, il passaggio tra schermo e mirino avviene o in modo automatico attraverso un sensore di prossimità oppure si può scegliere si fare tutto manualmente tramite un tasto dedicato posto a lato del mirino, io ho optato per questa soluzione per avere un sensore in meno che consuma comunque corrente.
Un appunto lo devo fare alla Olympus, ad una macchina da 800 euro che vuole essere anche la punta di diamante della casa non si può abbinare una tracolla così misera, è una caduta di stile e di immagine anche se mi rendo conto che oggi le case puntano a vendere in un secondo momento gli optional che un tempo davano di serie e che facevano la differenza.
Nella confezione troviamo un manuale di partenza risicato che spiega solo come accendere la macchina, un dvd con il manuale vero in pdf ed il programma per la gestione della macchina oltre al carica batteria ed il flash esterno, per chi sceglie la versione con il 12-50 ci sarà la brutta sorpresa di non trovare il paraluce, altra caduta di stile rispetto al passato, si sono allineati alla concorrenza nel male purtroppo.
Per me la lente che dovrebbe essere montata sulla e-m5 nel 90% dei casi è il 14-150mm, duttile e valida per le uscite senza pensieri e in cui la riduzione di pesi ed ingombri è importante, al limite in tasca il 9-18 per i paesaggi e a casa il 12-50 da usare solo se il meteo promette pioggia o se si andrà a fotografare in un ambiente ostile con acqua e polvere essendo l’unico tropicalizzato.
Altro suggerimento è l’acquisto immediato del battery grip, costa 250 euro ma è molto utile sia per la sola impugnatura sia per il raddoppio della durata degli scatti disponibili.
Ovviamente io suggerisco l’acquisto di tutti i fissi Zuiko, sono di ottima qualità, sono leggeri e ben si sposano con questo corpo mentre gli zoom li vedo bene per le gite e per le uscite con poche velleità artistiche.
Nelle prossime recensioni vedrò di analizzare menu e scatti ma per questi ultimi ci vuole tempo e lasciare che l’entusiasmo per il nuovo arrivo non vada a influire sul giudizio.

domenica 6 maggio 2012

Facce da Bavisela 2012 Trieste

La Bavisela o Maratona d'Europa è una gara che coinvolge migliaia di atleti ogni anno e si tiene a Trieste, mia città natale. Ogni anno vado a fare qualche scatto più per diletto personale che per interesse verso lo sport in se e quest'anno mi sono voluto soffermare sui volti e le espressioni degli atleti per cercare di cogliere i diversi modi di vivere la gara alla fine del percorso.
Le foto sono state scattate con la E-pl3 ed il 14-150mm, il tempo era infame purtroppo, cielo coperto e luce scarsa così sono dovuto salire con gli iso a 800 per quasi tutti gli scatti per cercare di evitare il mosso dato dagli atleti in corsa.
Ecco un pò di scatti che ho eseguito