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lunedì 17 settembre 2012

Foto al battesimo e attrezzatura

Ieri abbiamo celebrato il battesimo di mio figlio e come si può intuire non ho potuto fare le foto ma è interessante analizzare cosa è accaduto in tal senso.

Io ho affidato la mia omd con su il 45mm 1.8 ad un conoscente la cui esperienza fotografica è pari a zero e quando dico zero intendo dire che ho dovuto spiegargli che per mettere a fuoco deve premere a metà il pulsante di scatto e poi premerlo del tutto.

Oltre a lui a fare foto c’era mio padre con la sua bridge, uno zio con una micro4\3 Panasonic e su il 45-200 ed un altro parente con una compatta Canon.

Prima domanda che mi ha posto il mio amico è stata: “ma come Thomas, tu super accessoriato e non ho neanche lo zoom?”

E così gli ho spiegato al volo che lo zoom era affidato alle sue gambe…

La omd era già preparata con programma a priorità di diaframmi, apertura impostata a f1.8, esposizione media al centro e iso automatici con limite a 2000, ovviamente no flash.

Gli altri hanno scattato con l’ausilio del flash integrato nelle rispettive macchine.

Bè, c’è poco da dire, a parte qualche scatto scartato perché venuto mosso per il resto le uniche foto decenti del battesimo sono quelle uscite dalla mia macchina.

Gli altri hanno fatto foto praticamente inutilizzabili, tutte con gli occhi rossi per via del flash, tutte a iso altissimi e con grana in puro stile mosaico e dalla qualità infima.

Questa è la dimostrazione che in fotografia spendere è fondamentale se si vuole portare a casa il risultato.

Con bridge e compatte si possono fare foto al sole ma appena le cose si fanno serie, la luce scarseggia ecc… allora diventano perfettamente inutili. Io già sono contrario al flash nelle chiese e molti sacerdoti lo vietano e mi ritrovo a pensare a certi sedicenti fotografi che vendono lavori fatti durante le funzioni, vuoi un battesimo o un matrimonio e riescono a piazzarli anche con qualità infime.

Anche la persona che scattava con il micro4\3 e lo zoom 45-200 ha fatto foto penose, ovviamente, essendo quella una lente buia che ha penalizzato il sensore in modo irreparabile.

Eppure c’è chi ancora si ostina a sostenere che anche le bridge e le lenti normali possono essere usate per lavori professionali, ma dove?

Forse alla sagra della mela a mezzogiorno, per il resto o ci si attrezza di un buon sensore e lenti luminose oppure è meglio lasciare la macchina a casa.

Personalmente sono contento di essermi impuntato e di aver costretto il mio amico a fare gli scatti dimostrando che è meglio un totale incompetente con una buona macchina rispetto a chi fa foto da tanto con una pessima attrezzatura. Poi gli scatti si possono criticare in mille modi, per le inquadrature scelte, per gli errori grossolani di messa a fuoco di taluni scatti ma quelle sono le cose che vengono compensate dall’esperienza del fotografo e che fanno la differenza finale a parità di buona attrezzatura.

Per fare un servizio all’interno di una chiesa alla fine non serve moltissimo, se si hanno dietro il 12mm f2 ed il 45mm f1.8 già si può fare tutto ad alto livello, dalle foto di gruppo ai primi piani portandosi dietro ingombri minimi. Io ho visto alcuni professionisti attrezzarsi di flash remoti ed aiutanti durante certi matrimoni ma non ha senso a mio modo di vedere perché è proprio la luce della chiesa a creare l’atmosfera e se si investe in corpi macchina che arrivano a 1600 iso puliti che senso ha utilizzare il flash che appiattisce lo scatto e rovina l’atmosfera?

 

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