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giovedì 31 gennaio 2013

M.Zuiko 75-300mm II f4.8-6.7

Dopo l’annuncio di Tamron e del suo 14-150 per il micro4\3 oggi è la volta di Olympus che ha deciso di aggiornare il suo super tele obiettivo che equivale ad un 150-600mm nel formato 35mm, una lunghezza focale notevole anche se al costo di una luminosità non eccelsa e sfruttabile solo in ottime condizioni di luce.

La nuova versione porta in dote il nuovo motore MSC silenzioso e veloce ed il nuovo trattamento ZERO delle lenti che dovrebbe apportare benefici sulle aberrazioni cromatiche.

Il prezzo in America sarà di 549 dollari, in Italia a mio avviso lo si troverà attorno ai 650 euro, forse qualcosa meno su ebay.

A mio giudizio è una lente che può benissimo restare in negozio a meno che non siate cacciatori di passerotti da fotografare a mezzogiorno a ferragosto perché onestamente una focale così spinta su una lente buia rende l’usabilità al limite del decente.

 

 

 

Tamron 14-150 per micro 4\3

Finalmente Tamron ha deciso di mettersi a produrre ottiche anche per il sistema micro 4\3 e la sua prima creatura sarà, un tutto fare 14-150mm f 3.5-5.8.

Io non sono amante di queste lenti ma hanno il grosso vantaggio di essere pratiche e se la qualità sarà almeno pari allo Zuiko 14-150 potrebbe rivelarsi un must have per i possessori di Panasonic o Olympus visto che il prezzo dovrebbe essere inferiore a quello delle analoghe proposte delle case ufficiali.

Da notare che avrà due colorazioni, argento o nero per adattarsi ai colori dei corpi macchina e che il barilotto sarà in metallo, ottimo per la durata nel tempo.

La lente avrà anche lo stabilizzatore incorporato che potrà essere disattivato in modo da lavorare perfettamente su corpi Panasonic o Olympus, attendiamo la data di presentazione ed il prezzo.

 

mercoledì 30 gennaio 2013

Corpo macchina grande equivale a professionista

Di una cosa mi sono reso conto, le persone identificano un fotografo come professionista basandosi unicamente alla grandezza dell’attrezzatura che usa.

La cosa ha anche un senso se ci si mette nei panni di un profano che reputa il bestione migliore della bestiolina, il problema è che anche molti fotografi si sentono psicologicamente castrati ad utilizzare corpi e lenti piccoli e leggeri seppur migliori di tanti bisonti.

Quando partecipo ad una sessione fotografica di gruppo è bello osservare la reverenza mistica che le persone provano davanti ad un corpo full frame e relative ottiche di grosso calibro e la superficialità, quasi la tenerezza, con cui guardano il corpo macchina e le lenti che utilizzo io.

Ancora più interessante è notare poi, quando ci si confronta sugli scatti, sentire frasi del tipo:” ah però, non credevo!, “ma guarda Olympus…” e cose così e notare come qualcosa nella loro mente sia vacillato messi davanti all’evidenza dei fatti che la qualità non deve per forza essere retaggio di corpi macchina ed ottiche grandi.

Io ho notato la differenza nel porsi con me quando fotografo alle manifestazioni pubbliche che hanno le persone da quando sono passato dalla E-5 e relative ottiche pro alla E-M5 con le sue ottiche minuscole, le persone prima mi fermavano, mi interrogavano, mi facevano i complimenti per l’attrezzatura mentre ora passo del tutto inosservato. Sia chiaro che la cosa mi piace, il mio carattere mi porta ad essere abbastanza schivo e non riesco a trovarmi a mio agio se qualcuno si mette a fissare quello che faccio e con la piccola Olympus riesco ad essere quasi invisibile e appena udibile quando scatto.

Forse noi fotografi ci siamo lasciati abbindolare un po’ troppo dal marketing delle grandi aziende perché bisogna rendersi conto che l’elettronica di una Canon 5D Mark III potrebbe tranquillamente essere riposta in un corpo come quello della E-M5, cosa cambierebbe se succedesse tenendo presente solo il risultato finale e cioè la foto?

Nulla ovviamente ma il fattore psicologico d’avere un corpo possente tra le mani genera anche sicurezza in chi lo maneggia e questo chi studia marketing lo sa, hanno fatto la stessa cosa con i SUV per cui se uno si prende una Panda si sente un uomo incompleto rispetto a chi si prende una 4x4 che userà solo per andare a fare la spesa ma sentendosi un dio nel farlo.

Io per primo alle volte rischio il baratro della possenza quando in un centro commercial eimpugno una full frame o se ripenso alle sensazioni che mi dava la E-5 con su il 50-200 e magari anche il battery grip, poi però ripenso alla mia schiena, al fatto che andavo in giro con un borsone del peso di 6 chile a pieno regime e che oggi vivo felice con meno di un chilo al collo.

 

 

 

 

 

 

Olympus OMD E-m5 migliore fotocamera del 2012 secondo Dpreview

Dpreview è storicamente un sito di riferimento nel panorama fotografico digitale per le recensioni che fa e le conclusione che trae, siano esse del tutto veritiere o di parte come spesso è accaduto.

Personalmente mi sono stupito della classifica stilata che vede al primo posto la Olympus E-m5, al secondo la Nikon D800 e al terzo la Canon 5D Mark III ed il mio stupore deriva dal fatto che da sempre il sito è un covo di fan Canon ed il sito stesso nello stendere le proprie conclusione ha sempre avuto un occhio di riguardo per la casa rossa.

Una volta tanto si assiste a qualcosa di straordinario visto che Olympus non è sicuramente il marchio con maggior numero di seguaci sul forum del sito e neanche uno di quei marchi che spende soldoni in pubblicità sullo stesso quindi mi viene da dire che se è stata valutata come la migliore macchina del 2012 forse forse ha realmente e inequivocabilmente doti ottime che le vengono giustamente riconosciute.

Io onestamente mi sarei aspettato di vedere a suo tempo anche la E-5 sul podio per le peculiarità che possiede ma non era ancora il tempo di aprire le menti probabilmente e guardare oltre i soliti noti, un vero peccato perché un sito come Dpreview è in grado di far cambiare le sorti in termini di vendite di una macchina e penso che se invece di perdere tanto tempo dietro al rumore digitale si fosse concentrato più su altri fattori come qualità del file, delle lenti, dei corpi ecc allora avrebbe potuto valutare meglio e più serenamente anche i prodotti Olympus usciti prima della E-m5.

 

 

 

lunedì 28 gennaio 2013

Gariz half case Olympus OMD E-M5

Alla fine, dopo un pò che ci pensavo, ho acquistato anche per la omd la custodia in pelle della Gariz con cui mi ero trovato benissimo sulla epl3.
La custodia è di ottima fattura ed in pelle di qualità e le cuciture rosse si sposano con la tracolla in mio possesso.
La peculiarità di questa custodia sta nel fatto che lascia libero l'accesso al vano batteria, cosa che l' impugnatura supplementare non fa e l'avere l'attacco per le tracolle "rapide" sul fondo in metallo.
Vi lascio le foto,il prezzo è di 80 euro su ebay.
Foto fatte con il cellulare...chiedo scusa per la qualità.

sabato 26 gennaio 2013

Sony F828 il passato ritorna

Era il 2003 quando Sony presentò la sua ammiraglia, la bridge F828 che succedeva alla mitica F717, 10 anni fa dunque, un'enormità tecnologicamente parlando. All'epoca io avevo sia una Panasonic FZ30 che una reflex Nikon d70 e quella Sony mi aveva conquistato per le sue forme avveniristiche e per alcune soluzioni tecniche all'avanguardia e per certi versi mai eguagliate ma il suo prezzo pari a 1000 euro era esagerato.
Oggi, a distanza di 10 anni sono venuto in possesso di questa macchinetta conoscendone perfettamente i pregi ed i difetti (non pochi) ma l'acquisto è stato il frutto di lunghe riflessioni e mirato a determinati ambiti di utilizzo.
La F828 fu la prima bridge ad arrivare alla soglia degli 8Mp su un sensore CCD a 4 colori all'avanguardia ma di dimensioni ridotte, cosa che causava un eccessivo rumore già a 200 ISO, numeri che oggi sembrano assurdi essendoci abituati a file puliti fino a 3200 ISO ma all'epoca per le bridge superare indenni i 200 ISO era un sogno.
La lente è la punta di diamante di questa lente, un 28-200 equivalente f2-2.8 che assieme al corpo basculante rende questa macchina unica e inimitabile per ergonomia e libertà di utilizzo.
Perchè ho scelto questa macchina?
Perchè fa foto al buio grazie alla visione notturna, perchè il sensore CCD a 4 colori restituiva ottimi colori, perchè l'autofocus era preciso anche al buio grazie al reticolo laser usato per illuminare i soggetti e perchè sono un sentimentale  e adoro queste macchine che hanno fatto comunque la storia della fotografia digitale.
A breve una review e qualche scatto di prova, ha senso a 10 anni dalla sua presentazione? Perchè no...ormai si trova a prezzi stracciati e potrebbe stuzzicare qualche altro palato.

venerdì 25 gennaio 2013

Luminosità della lente, velocità dell'otturatore e filtri ND

Un problema che potreste dover affrontare se non possedete una macchina fotografica professionale può essere causato dalla seguente concomitanza di fattori:

-         lente molto luminosa

-         luce ambiente forte

-         velocità dell’otturatore non eccelsa

Mettiamo caso che dobbiate fare una serie di ritratti ad una persona in una giornata soleggiata ( lo so, non è la condizione ideale…) e che vogliate sfoggiare la vostra lente luminosa, magari un f1.8 per poter esaltare lo sfocato del ritratto ma che il vostro corpo macchina arrivi al massimo a 1\4000 di secondo come velocità dell’otturatore ( la maggior parte), che risultate otterreste?

Ovviamente dipende dalla circostanza ma nel peggiore dei casi vi ritrovereste a non poter scattare perché la macchina non riuscirebbe a bilanciare la troppa luce con la velocità dell’otturatore oppure potreste ritrovarvi la sagoma dell’otturatore stesso nella foto.

In questi frangenti o si possiede un corpo professionale che arriva a 1\8000 di secondo di velocità e potrebbe ancora non bastare oppure si ricorre ad un filtro ND o a densità neutra.

Cos’è e come funziona?

Questo tipo di filtro ha il compito di agire su tutte le lunghezze d’onda della luce riuscendo così a preservare i colori senza andare a modificarli e nel fare questo abbassa la quantità di luce che arriva al sensore. Ne esistono di molte gradazioni a seconda della densità che crescendo riduce progressivamente la quantità di luce che fa passare.

Con un filtro ND sulla nostra lente avremo la possibilità di mantenere il nostro diaframma aperto e quindi anche l’effetto sfocato che desideriamo abbassando però i tempi di posa necessari, in pratica, volendo semplificare al massimo, otteniamo lo stesso effetto sui tempi che avremmo andando a chiudere il diaframma senza modificare però la profondità di campo.

Sono essenziali questi filtri? Io onestamente li ho usati solo in un paio di occasioni e quindi posso dire che si vive tranquillamente anche senza se si sanno le condizioni di luce ideali per fare le foto, se invece si va un po’ all’avventura o si crede che capiteranno foto occasionali particolari averne un paio nella borsa da usare al momento potrebbe risultare una scelta azzeccata.

Tenete conto che oltre ad essere usati con lenti luminose i filtri ND possono servire anche ad esempio nelle lunghe esposizioni come può essere uno scatto fatto ad un fiume con tempi lunghi per trasmettere il senso di movimento dell’acqua in cui per non bruciare la foto è necessario ridurre la quantità di luce in relazione ai tempi di posa.

mercoledì 23 gennaio 2013

Valore di una foto

Mi è capitato di partecipare a mostre e di vendere mie fotografie e la cosa che mi ha sempre messo ansia era la definizione del prezzo.
Io non sono bravo in queste cose, a vendere il mio tempo fotografico intendo e spesso mi ritrovo a regalare servizi e scatti alle persone perchè non riesco a percepire la fotografia, lo scatto, come un qualcosa di monetizzabile.
Ovviamente ci sono volte in cui si deve fissare un prezzo come durante le esposizioni il cui fine è anche la vendita dell'opera e allora si scopre quanto può valere la tua "arte".
Il prezzo massimo cui sono riuscito a vendere una mia foto in una galleria d'arte a Firenze è stato 450 euro, si trattava di una foto fatta a Venezia durante un carnevale, elaborata al pc e stampata su tela con il risultato finale che si avvicinava molto ad un quadro. Il prezzo era stato fissato a 450 euro perchè la sola stampa mi era costata 90 euro, poi si dovevano aggiungere le spese di esposizione tra invio dell'opera e quota di partecipazione alla rassegna che in tutto ammontavano a 100 euro e quindi in realtà il mio guadagno era stato di 250 euro una volta tolte le spese.
Per foto normali invece la tariffa che riesco ad ottenere è di circa 100 euro per formati A3 a colori e 150 per i bianchi e neri su foto fatte su commissione per lo più. Io nel proporre un prezzo calcolo le spese di cui devo rientrare come la stampa e poi valuto sul momento le ore spese per fare le foto.
Per servizi lunghi come matrimoni ad esempio o per fare book fotografici ad aspiranti modelle il prezzo varia a seconda del tempo richiesto, alle volte si riesce a fare tutto velocemente, altre volte bisogna spendere parecchio tempo per trovare la giusta locazione e luce, dipende sia dal soggetto che dalle giornate se si lavora all'aperto mentre in casa è più semplice ma meno di impatto a mio avviso.
Io trovo grande difficoltà a pormi con parenti e amici perchè mi è molto difficile chiedere di essere pagato da un lato e vedo che dall'altra parte le foto che faccio non vengono percepite come qualcosa di valore. Questa è una cosa strana ma credo anche diffusa, chi mi conosce apprezza le mie foto ma non percepisce il fatto che possano portare un ricavo mentre magari chi entra in una mostra e vede i miei scatti è disposto a pagare per averli e allora mi chiedo se le foto abbiano un loro valore o se tutto dipende da come si presenta la confezione.
A tal proprosito e con questo chiudo il post, mi viene in mente un esperimento condotto tempo fa in America in cui uno dei più grandi violinisti, pagato fior fior di soldi ad ogni esibizione, venne messo nella metro a suonare come un barbone per vedere se la sua arte gli avrebbe fruttato più di quello che raccimolava un normale senza tetto.
Il risultato fu che nessuno gli diede bada e guadagnò come l'ultimo degli stonati.
A cosa si deve il successo allora?

venerdì 18 gennaio 2013

Manico o mezzo fotografico?

Su Facebook ho letto la seguente frase :” Una sera andai a cena da una conoscente, per caso avevo dietro alcune mie fotografie, le feci vedere e lei esclamò che erano stupende e che sicuramente erano state fatte con una buonissima macchina fotografica. Al momento d’andare via nel salutare le dissi che la cena era stata ottima e le feci i complimenti per la padella che aveva usato che sicuramente era di tipo professionale”.

Di suo è una frase semplice ma ha un significato amaro perché rappresenta la percezione della fotografia che la maggior parte delle persone ha e che si è spostata dalla bravura del fotografo al mezzo usato per lo scatto.

È abbastanza triste constatare come sia caduta in basso la reputazione del fotografo, da professionista e alle volte anche artista è stato ridotto ad operaio (senza offesa per gli operai) che usa uno strumento e che a lui affida il risultato finale.

Io sono cresciuto con la convinzione che a fare la differenza è l’occhio, non la macchina fotografica usata e nell’era della pellicola effettivamente funzionava così perché la pellicola non permetteva errori o imbrogli che invece con il digitale sono alla portata di tutti.

Oggi si dice tranquillamente  che se fai uno scatto sbagliato è un errore, se ne fai 100 diventa una mostra personale ed è vero, foto discutibili vengono spacciate per artistiche solo per coprire l’incompetenza del fotografo.

Proprio in questi giorni di neve il giornale locale ha caricato nella sua versione online una foto emblematica, una stazione ferroviaria sotto il manto nevoso, scatto anche bello da vedere se a farlo fosse stato uno qualunque con un cellulare ma invece la foto era di un sedicente professionista ed i commenti erano tutti una lusinga ed un sussegguirsi di frasi che lodavano la bravura ed il fatto che si vedeva che era opera di attrezzatura seria. Ora…la prima cosa che a me è saltata agli occhi è stata il bilanciamento del bianco sbagliato con la neve color azzurrino, tipico errore da neofita che lascia il bilanciamento del bianco su automatico con la neve…e sarebbe lo scatto di un sedicente professionista? E ancor più grave tutti a lodarlo invece di fargli notare l’errore?

Credo che tutto si riassuma con l’aumentare dell’ignoranza fotografica che ha portato con se il digitale e la perdita di importanza che aveva un tempo il fotografo.

Forse sono io troppo pignolo, ma credo che nel mometno in cui una persona si fregia del titolo di professionista, in qualsiasi campo, a fare la differenza deve essere in primo luogo il suo sapere ed il suo modo di operare soprattutto in campi come quello fotografico dove per essere un professionista basta aprire partita IVA e farsi pagare per lavori spesso mediocri.

 

 

 

 

martedì 15 gennaio 2013

Panasonic TZ-40 e Olympus SH-50

Al CES  2013 Panasonic e Olympus hanno presentato quelle che dovrebbero rappresentare le rispettive ammiraglie nel segmento delle compatte ultra zoom, rispettivamente la TZ-40 e la SH-50.

La Panasonic ha alle spalle tutta la saga delle TZ, io avevo a suo tempo sia la TZ-20 che la TZ-30, discrete macchine se paragonate alla media delle compatte con il plus di un obiettivo ultra zoom in un corpo estremamente compatto. La Olympus porta in dote alla sua SH-50 sia lo stile delle Pen che lo stabilizzatore a 5 assi della OMD, fatto questo che la rende unica nel panorama delle compatte e che comporta un grosso vantaggio per quanto riguarda la riprese video potendo compensare ogni tipo di oscillazione provocata da chi effettua la ripresa.

I sensori sono ormai standard in questo segmento con risoluzioni esagerate a mio avviso, superare i 10Mp nel settore delle compatte vuole dire solamente seguire il marketing sacrificando la qualità finale delle foto ma si sa che molti si sentono castrati se sulla scatola non ci sono i numerosi scritti a lettere cubitali.

Risoluzione a parte queste due compatte a mio avviso rappresentano quanto di meglio si possa acquistare se si è alla ricerca di zoom molto spinti ma racchiusi in corpi molto compatti anche se saranno da attendere le prove sul campo per dare un giudizio in merito alla qualità dei file prodotti che si spera rappresentino anche il fattore chiave nella scelta dell’acquisto.

La Panasonic porterà in dote anche la connessione WiFi di serie per poter così scaricare le foto eseguite sul pc-tablet-smartphone e riuscire a condividerle con il mondo o elaborarle senza bisogno di cavi o di una postazione fissa e il GPS per la geolocalizzazione delle foto.

La Olympus avrà la compatibilità con le schede di memoria FlashAir che hanno di loro la connessione WiFi, quindi non integrata nella macchina ma porterà in dote la funzione tele macro con cui sarà possibile mettere a fuoco a 40cm di distanza alla focale equivalente di 600mm.

Entrambe le macchina hanno la pecca di avere delle lenti buie che partiranno da f3,5 , il compromesso è necessario per poterne contenere le dimensioni in virtù degli zoom 20X che portano in dote ma questo le renderà meno versatili in caso di luce non ottimale obbligando a salire con gli ISO a sfavore della qualità finale degli scatti.

Personalmente da ex possessore di una Panasonic FZ-50 mi piacerebbe rivedere una degna erede di quella famiglia che a suo tempo fece molto parlare di se grazie all’ottima lente che aveva in dote, chissà se Panasonic deciderà qualcosa in tal senso?

mercoledì 9 gennaio 2013

Samsung NX 300

Di recente Samsung ha presentato la sua nuova mirrorless NX 300, evoluzione della NX 200 da cui eredita parte dello stile, la risoluzione ma ne amplifica le doti grazie al nuovo sistema di messa a fuoco ibrido e al nuovo processore di immagine. Proprio il nuovo sistema di messa a fuoco che sta prendendo piede nelle mirrorless è la cosa che più dovrebbe interessare perché va a combinare la messa a fuoco a contrasto tipica delle compatte con quella a differenza di fase delle reflex che risulta molto più veloce.

Molti potrebbero storcere il naso leggendo la marca, Samsung, produttrice di frigoriferi, lavatrici ed ogni tipologia di oggetto elettronico che produce anche ottiche e corpi macchina ma alla facile ironia bisogna far posto anche alle competenze. Samsung è un colosso tra i più grandi al mondo e sicuramente la sua attività di ricerca e sviluppo in quanto a risorse è di diversi ordini di grandezza più grande rispetto a quelli di marchi fotografici storici come Canon, Nikon, Olympus ecc… e in un mondo in cui l’elettronica fa la differenza tra uno scatto bello dal punto di vista qualitativo o scarso non è poco.

Ovviamente la foto dipende dal fotografo, questo è indiscutibile, ma è altrettanto ovvio che oggi la macchina fotografica svolge un ruolo fondamentale per quanto riguarda la buona resa del file e per questo oltre a fare foto tecnicamente corrette ormai siamo anche dipendenti dallo strumento usato per eseguirle in quanto a resa finale.

Samsung ha dalla sua un parco ottiche limitato ma con ottimi fissi e discreti zoom e quindi non andrebbe scartata a priori se ci si affacciasse privi di un corredo al mondo mirrorless, diversamente si sa che le ottiche alla fine ti legano ad un sistema anche per tutta la vita visti i loro costi.

La NX 300 ha anche un nuovo schermo più grande rispetto alle precedenti e dalla buona risoluzione ed è stata migliorata l’impugnatura seguendo i suggerimenti degli utenti.

Manca il mirino, cosa che potrebbe far storcere il naso ma per chi proviene dal mondo delle compatte questa mancanza non darà fastidio a mio avviso e sono presenti le funzioni WiFi per poter condividere al volo gli scatti con tablet o smartphone per elaborarli praticamente in tempo reale.

Lo stile del corpo macchina a me piace molto, segue la filosofia retrò portata avanti anche da altre case ma senza esasperarla e riuscendo a ritagliarsi un suo perché ed una sua anima in un segmento che sembra ormai puntare o su copie delle proprie glorie del passato o sul futurismo estremo.

La NX 300 è anche la prima macchina al mondo che con una sola lente darà la possibilità di fotografare in modo classico o in 3D, funzione non essenziale ma interessante soprattutto per gli amanti delle nuove tecnologie che provvisti di appositi televisori potranno filmare la famiglia in tre dimensioni.

Per i difetti bisogna aspettare una prova su strada, ci saranno sicuramente come è inevitabile che sia ma a mio parere questa macchina per Samsung rappresenta finalmente la maturità in campo mirrorless da cui partire per erodere fette di mercato ai concorrenti e spero di avere la possibilità di testarla sul campo per valutarla al meglio.