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mercoledì 20 febbraio 2013

Filtri artistici Olympus E-M5 OMD

Una delle caratteristiche delle ultime Olympus è quella di avere i filtri artistici direttamente in camera che possono risultare simpatici da usare ogni tanto.
Di seguito vi allego una serie di scatti fatti con i diversi filtri a disposizione, per ognuno di essi comunque può essere scelta sia l'intensità che il fatto di applicare ulteriori filtri come cornici o effetti fish.












martedì 19 febbraio 2013

New firmware 1.6 per Olympus E-M5 OMD

Da oggi è disponibile il nuovo aggiornamento firmware per la omd che arriva così alla versione 1.6. Tale aggiornamento va solo ad aggiustare la lettura dell’esposizione per valori iso superiori a 2000 e a risolvere dei sporadici blocchi durante le lunghe esposizioni, niente di particolare come invece si vociferava da tempo ma sicuramente un buon segno perché dimostra come Olympus continui ad aggiustare i piccoli problemi che possono sorgere nella sua piccola ammiraglia. Il firmware è disponibile tramite il software Digital Camera Updater e come sempre è consigliabile eseguirlo perché oltre ai cambiamenti che vengono resi noti solitamente questi aggiornamenti vanno a migliorare in generale la fotocamera grazie all’ottimizzazione del firmware stesso. Come sempre vale la regola di accertarsi che la batteria sia pienamente carica prima di procedere e di seguire scrupolosamente le istruzione a video, soprattutto quando si deve premere il tasto avanti, se infatti non si fa attenzione si rischia di dare l’ok sbagliato e di dover mandare la macchina in assistenza quindi attenzione e leggete tutto ciò che appare sul pc prima di fare qualsiasi cosa!



martedì 12 febbraio 2013

Nuovi Sigma micro4\3

Sigma ha già in catalogo dei discreti fissi per il micro 4\3, un 19, un 30 ed ora un nuovo 60mm tutti f2.8. adesso la linea viene rinnovata migliorando la qualità costruttiva di queste lenti che si propongono come valida alternativa ai fissi proposti da Panasonic e Olympus e che personalmente mi sento di suggerire dopo averli provati.

In particolare sarà interessante il nuovo 60mm che sul micro4\3 diventa un 120mm f2,8 che si candida ad essere un’ottima lente da ritratto.

In America Sigma sta facendo una super offerta per finire le scorte dei 19 e 30mm di prima generazione con un prendi due paghi uno…se arrivasse anche in Europa una possibilità simile sarebbe veramente il caso di prenderli subito visto la più che buona qualità della prima serie di queste lenti fisse.

martedì 5 febbraio 2013

Allestire una mostra fotografica personale

Allestire una mostra fotografica non è mai semplice, ci vuole tempo, ci vuole fantasia, impegno e tanta voglia di mettersi in gioco.

La prima cosa da fare è scegliere cosa si vuole dire, può sembrare banale ma prima ancora di scegliere le foto e trovare la sala dove esporle bisogna avere in mente il messaggio che si vuole trasmettere. Molto spesso infatti le mostre personali finiscono per essere un insieme di scatti senza un filo conduttore scelti tra quelli che il fotografo ritiene essere migliori e questo può anche andare bene ma se manca un senso logico tra le foto chi le guarderà rischierà di perdersi.

Una volta scelto il messaggio che ci interessa trasmettere si deve fare la cernita delle foto, di solito si espongono una trentina di fotografie ma dipende dal luogo, dallo spazio a disposizione e dalla tematica scelta.

La sala è un altro punto importante, se si vuole avere pubblico bisogna puntare su luoghi di passaggio o già frequentati per altri motivi e in tal senso non mancano attività commerciali disposte ad ospitare le foto per fare arredo e dare la possibilità ai fotografi di farsi notare. Occhio però a ciò che si sceglie, se si vuole solo esporre degli scatti va bene anche un pub, se si vuole dare sostanza ad un discorso allora la scelta del luogo diventa fondamentale e si può andare dalla sala per mostre alla biblioteca o chiedere ospitalità presso qualche circolo o associazione culturale.

Altra cosa importante è far sapere che esponete e dove poter vedere le foto, i social network funzionano bene come canale divulgativo ma non bisogna tralasciare i volantini da lasciare nei locali pubblici o presso le associazioni e la locandina da apporre all’entrata della mostra che sarà poi il vostro biglietto da visita, non createla a caso quindi.

L’allestimento della mostra vera e propria va a vostro gusto, diciamo che l’ideale è presentare le foto in modo semplice su cartoncino nero o se le stampate direttamente su supporto tipo quadro ancora meglio ma evitate come la peste cornici a vista o cose simili, danno problemi di riflessi con le luci e sono brutte esteticamente, le persone che partecipano ad una mostra non vanno a toccare le foto quindi state tranquilli.

Attenzione alla scelta della finitura della carta in fase di stampa, per quanto il tipo lucido sembri migliore perché più appariscente è sempre consigliato il tipo opaco perché non crea riflessi e non avrete problemi di eventuali impronte poco estetiche se toccherete le foto con le mani in fase di allestimento.

È buona norma effettuare una inaugurazione della mostra in cui fare una presentazione di se stessi e delle foto, è un momento importante perché vi mette a contatto con coloro che avranno deciso di venire a vedere le vostre foto, non lesinate su un piccolo rinfresco con bibite e qualche tartina, la spesa sarà contenuta ma sicuramente apprezzata.

La durata della mostra di solito dovrebbe essere di almeno una decina di giorni e coprire due fine settimana interi ma in questo caso molto dipende dalla spesa da sostenere per la sala e dalla disponibilità tempiorale della stessa.

Ricordate di posizionare un banchetto all’entrata della mostra, vi dovranno essere dei volantini, dei biglietti da visita e un libro su cui far scrivere le impressioni ed i commenti a chi vi farà visita, e se possibile siate presenti in sala più tempo possibile per parlare con le persone perché lo scambio di idee, i suggerimenti e perché no le critiche sono sempre fattori di crescita per un fotografo o un artista in generale.

I costi…ci sono, solo la stampa delle foto ed il cartoncino nero possono portare via senza problemi oltre i 100 euro senza contare poi le spese per le locandine e la sala e quindi va meditato bene se vale la pena esporre o no ma io credo che se un fotografo ha un messaggio da poter dare e qualche scatto da poter condividere con gli altri allora può valere la pena mettere da parte il denaro ed allestire una propria mostra personale.

Non si diventerà famosi o ricchi ma se alla fine si avrà la percezione di essere riusciti a trasmettere ciò che si voleva allora la fatica e le spese saranno ampiamente ripagate dalle sensazioni che si vivranno.

 

 

 

 

 

 

 

Review Sony DSC-F828

Eccomi qua con la veterana F828, una macchina presentata nel 2003 che ha ben 10 anni sulle spalle quindi, come mai farne una recensione nel 2013?

Come ho avuto modo di scrivere in precedenza questa macchina era nelle mie mire fin dalla sua presentazione ma all’epoca la concorrenza era molta in questo settore ed iniziavano ad uscire le prime reflex entry level a prezzi umani e così non la presi in favore di altre proposte anche se mi affascinava non poco. Oggi sono potute venire in possesso di un esemplare in perfette condizioni per un prezzo stracciato, tenendo conto che nel 2003 costava 1000 euro e che oggi l’ho portata a casa per meno di 100 per togliermi lo sfizio non posso lamentarmi.

La prima cosa che balza all’occhio è la lente, un Carl Zeiss serie T (quindi di fascia professionale)  con luminosità f 2-2.8 spalmata su una escursione equivalente a 28-200mm, veramente non male quindi per la luminosità, altro discorso per la profondità di campo essendo il sensore di ridotte dimensioni ma si sa che è il prezzo da pagare nelle bridge.

La seconda cosa che salta all’occhio è il fatto che la lente è basculante rispetto al corpo e questa caratteristica, assieme alle sorelle della serie F la rendeva unica e particolare. Vi dico subito che oggi come 10 anni fa reputo questa scelta perfetta per una bridge rispetto al monitor snodabile perché poter ruotare il corpo rispetto alla lente permette di avere sempre la migliore ergonomia in fase di scatto per quanto riguarda la presa.

Altra particolarità di questa F828 era ed è il fatto di poter scattare foto in pieno buio grazie all’IL, in pratica è come avere un visore notturno e questo ci permette di scattare senza flash e senza alcune luce ambiente, utile per fare foto particolari.

Altra nota di rilievo era e rimane la il laser che assiste la messa a fuoco, in pratica per migliorare la precisione della messa a fuoco con poca luce invece di usare un led o una serie di lampi pre scatto la Sony F828 utilizza una griglia laser che rende la macchina molto discreta e precisa.

Il mirino è di tipo elettronico e se per l’epoca era di ottima fattura oggi non regge il confronto con i mirini elettronici cui siamo abituati, è usabile ma di scarsa qualità seppur a colori e riporta tutte le informazioni in fase di scatto.

Lo schermo è in linea con gli schermi del tempo, piccolo, poco risoluto ma ben leggibile anche al sole.

Ottima la disposizione dei comandi, tutto a portata di dito una volta fatta l’abitudine.

Il menù e ridotto all’osso, 10 anni fa non c’erano migliaia di voci selezionabili, tutto semplice e veloce e soprattutto pochi parametri modificabili, cosa positiva da un lato ma limitante se si è abituati ad usare tutti i menù e sottomenù odierni.

Il corpo macchina è in lega di magnesio, altra cosa che la distingueva all’epoca, le altre erano in plastica e si sentiva, questa F828 trasmette solidità e garantisce la durata nel tempo.

Il sensore era ed è particolare perché usa una matrice a 4 colori invece dei soliti 3 e questo gli permette di restituire non solo colori naturali ma anche molto ricchi di sfumature.

Per finire troviamo anche un piccolo schermo nella parte superiore che può essere illuminato e che riporta i dati di scatto come sulle reflex.

Le note dolenti non mancano ovviamente, la prima lacuna che mi viene in mente è la mancanza di un sistema di stabilizzazione, un vero peccato, fosse stata una stabilizzazione ottica o sul sensore poco importa ma avrebbe migliorato molto l’usabilità con poca luce visto il livello di rumore generato dal piccolo sensore da 8Mp.

La batteria come tradizione Sony è ottima e garantisce una buona durata, siamo sui 500 scatti e per quanto riguarda la memoria abbiamo a disposizione un doppio slot, uno per le memory stick di Sony ed uno per le CF decisamente più economiche.

Altra pecca la lentezza se si scatta in formato raw o tiff, si devono macinare i secondi in attesa della scrittura del file…meglio andare di jpeg.

Io la trovo una macchina estremamente attuale e utilizzabile conoscendone i limiti, il meglio di se lo da di giorno senza salire con gli ISO che fino a 100 (si parte da 64) sono pulitissimi, a 200 il rumore si nota e 400-800 possono risultare critici ma comunque la grana a mio avviso non è male perché facilmente lavorabile al pc e che comunque ricorda la grana della vecchia pellicola.

Vi metto gli scatti eseguiti alle diverse sensibilità con i ritagli.

 

ISO 64

 

 

 

 

 

 

ISO 64 CROP

 

 

 

 

 

ISO 100

 

 

 

ISO 100 CROP

 

 

 

ISO 200

 

 

 

ISO 200 CROP

 

 

 

ISO 400

 

 

 

ISO 400 CROP

 

 

 

ISO 800

 

 

 

ISO 800 CROP

 

 

 

 

A mio avviso se sono aggiornasse questo corpo con un’ottica stabilizzata ed un sensore moderno sempre da 8Mp avrebbe dalla sua parte la migliore bridge sul mercato ma si sa che gli aggiornamenti sono mal visti e si punta su novità eclatanti ma spesso inutili.

 

 

 

sabato 2 febbraio 2013

Modelle e Olympus

Alcuni scatti eseguiti in occasione di workshop con modelle con liberatorie per uso non commerciale degli scatti.