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mercoledì 9 aprile 2014

Colore, bianco e nero, hdr o altro? Che scelta fare?

Parlando nei forum ho notato che spesso i fotografi si pongono in modo “talebano” sul tipo di fotografia che fanno, c’è chi difende a spada tratta il bianco e nero sostenendo che è la vera essenza della fotografia, chi il colore, chi l’hdr e, ultimamente, i filtri creativi messi a disposizione da quasi tutte le macchine.

Personalmente credo che assumere posizioni estremiste su questo argomento sia insensato.

Per come la vedo io non è la scena a doversi adattare alle preferenze del fotografo ma il contrario, deve essere cioè il fotografo a interpretare ogni singola foto e a scegliere come eseguirla.

La fotografia è emozione, è trasmissione di qualcosa di emotivo e non si può veicolare la giusta emozione se ci si arrocca in un’unica interpretazione della realtà.

Il bianco e nero o il colore sono scelte estreme ed hanno scopi diversi, trasmettono cose diverse. Un bel ritratto ad esempio restituisce emozioni diverse a seconda che sia sviluppato a colori o in bianco e nero così come un paesaggio fatto in hdr o con un tono drammatico è ben diverso da uno fatto con colori naturali.

Il fotografo deve porsi come interprete tra la realtà che vede attraverso il mirino e quello che vuole trasmettere a chi osserverà la foto scegliendo di volta in volta non solo cosa far vedere ma anche cosa far provare. Un aspetto spesso trascurato infatti è quello emozionale, ci si perde nella tecnica e nella pura e semplice bellezza e voglia di condividere ma ciò che rende unica una foto, ciò che la rende efficace o meno è il vocabolario scelto per descrive l’attimo.

Il problema è che la gente vuole imitare i grandi fotografi e spesso vuole fare proprie scelte di altri per poter citare qualcuno di famoso a sostegno delle proprie tesi. Il fatto è che un determinato scatto ha avuto successo perché era unico e irripetibile e cercare di raggiungere lo stesso risultato semplicemente ricalcandone le scelte cromatiche è assurdo.

Oggi la fotografia ci offre uno strumento chiamato RAW, il file grezzo, il negativo digitale da cui partire e poter fare ciò che si vuole, perché non sfruttarlo?

Non dico che si debba scattare in raw e poi al pc provare tutte le possibili interpretazioni dello scatto per azzeccare quella giusta, sia chiaro, dico solo che possiamo scattare in raw+jpg ed eventualmente correggere un errore di valutazione fatto in fase di scatto.

Se penso all’era analogica questa è una grande conquista, con la pellicola rischiavi già con la scelta della sensibilità del rullino, figuriamoci con la scelta tra colore o bianco e nero!

Quando guardo le grandi foto di guerra in bianco e nero ad esempio mi chiedo come sarebbero state a colori, se avrebbero trasmesso di più o se sarebbero state meno d’impatto e mi domando se anche chi le ha scattate si è posto a suo tempo lo stesso pensiero.

Il mio consiglio in questo tipo di scelta è di non essere integralisti, seguire l’istinto quando si osserva la scena e decidere sia con la testa che con il cuore e, soprattutto, avere ben presente cosa vogliamo trasmettere a chi domani guarderà la nostra foto.

 

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