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mercoledì 27 agosto 2014

Cultura fotografica : Greg Marinovich, 1990

La fotografia rappresenta un veicolo molto importante per documentare gli avvenimenti, è diretto, è immediato e colpisce corde che gli articoli di giornale difficilmente possono anche solo toccare e alle volte per farci sobbalzare deve essere anche dura e cruenta.

Purtroppo nel mondo ci sono conflitti che passano in secondo piano, di cui si sa poco niente e che non suscitano rabbia tanto quanto invece dovrebbero, un esempio di ciò è dato dai conflitti africani.

Nel 1990 si era in piena apartheid e i conflitti non riguardavano solo i bianchi e neri ma anche le stesse tribù africane che allora come oggi combattevano tra loro massacrandosi in modo atroce.

A quei tempi esisteva un gruppo di fotografi impegnato a documentare tali violenze che venne soprannominato Bang Bang Club e uno dei suoi appartenenti si chiamava Greg Marinovich.

La foto che valse a Greg il Pulitzer narra una storia di orrore a cui assistette presso una stazione ferroviaria.  In quell’occasione il fotografo vide un gruppo di persone di colore aggredire un uomo, ferirlo più e più volte con coltelli e lanci di pietre accusandolo di essere una spia di una tribù nemica ( senza sapere se fosse vero o meno ) e alla fine, quando il malcapitato era ancora vivo, lo cosparsero di benzina e gli diedero fuoco.

Greg scattò una lunga sequenza di foto per documentare quell’assassinio tanto barbaro quanto brutale e le mandò alle agenzie di stampa internazionali.

Come al solito in molte rifiutarono di pubblicarle a causa della durezza delle immagini e solo dopo il conferimento del premio Pulitzer si decisero a mandarle in stampa, come se il premio rappresentasse una sorta di lascia passare per gli animi sensibili, hai vinto quindi diventa arte prima ancora che fotografia.

Questo tipo di reportage non è per tutti, un fotografo ne esce distrutto nell’animo, stare dietro l’obiettivo non mette a riparo anima e coscienza e personalmente non credo che riuscirei a rimanere lucido in queste situazioni e a scattare foto.

Di sicuro il valore degli scatti è alto, foto così servono a far comprendere cosa effettivamente succede dall’altra parte del mondo visto che troppo spesso i media censurano o rendono meno forti le notizie per non ferire i sentimenti delle persone.

 

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