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mercoledì 17 settembre 2014

Le Vie delle Foto, mostra fotografica a Trieste

Alle volte le cose capitano così, quasi per caso, un treno che passa e che provi a prendere senza sapere se ci riuscirai e se ti porterà da qualche parte.

Accade quindi che la tua compagna ti giri un link per una manifestazione che si terrà a tre settimane di distanza nella tua città e decidi di mandare delle foto appartenenti a un vecchio progetto mai sbocciato, più per provare che altro, a cuor leggero si potrebbe dire. E ti dicono ok, ti inseriscono nell’evento che è diffuso sul territorio cittadino ed è composto da tante piccole esposizioni personali ospitate in vari locali che aderiscono all’iniziativa.

In tre settimane prepari le stampe, cerchi di ottimizzare gli spazi esigui a disposizione usando dei pannelli per dare vita a quel progetto espositivo che ti ronzava nella mente fin da quando avevi scattato quelle foto.

Anche questo è Le Vie delle Foto, una manifestazione ideata e promossa da una vulcanica ragazza di nome Linda Simeone che ha pensato di creare un evento che si ripete da un paio di anni e che mette in contatto varie realtà imprenditoriali locali con fotografi che hanno voglia e materiale da esporre. L’idea mi è piaciuta subito perché rende il tutto di largo respiro, non pone vincoli sul tema lasciando libero il fotografo di presentare il proprio progetto in autonomia e gli da nel contempo il supporto che spesso manca per poter esporre le proprie opere.

Il tema da me scelto è quello della perdita del tessuto industriale cittadino attraverso un reportage fotografico eseguito all’interno di fabbriche che hanno cessato la loro attività in vari periodi di tempo.

Il progetto era nato anni fa quando, trovandomi all’interno di uffici deserti ancora parzialmente arredati, venni sopraffatto dal silenzio del luogo che faceva a pugni con il rumore e la vita che fino a poco tempo prima li animava.

Fu in quel momento che decisi di creare un percorso per accompagnare le persone attraverso quel silenzio usando le foto, per far percepire  quella desolazione, quella perdita di vita.

Quando una fabbrica chiude se ne vanno posti di lavoro, si creano drammi personali, famiglie rischiano di perdere le case perché non hanno più reddito e si crea un effetto domino che però il resto del mondo non percepisce. Il tutto si riduce a freddi numeri all’interno di un articolo di giornale, statistiche asettiche che non creano il solco nei cuori e nelle menti di chi legge.

Le foto hanno il potere di raccontare un avvenimento meglio di mille parole a mio avviso e di lasciare chi le guarda a riflettere su una realtà che non avrebbe mai potuto osservare altrimenti.

Reportage di questo tipo fanno capire a chi fotografa l’importanza delle immagini nella narrazione della cronaca, immagini che spesso mancano invece.

Non vi sono velleità artistiche mirabolanti, certo ci sono delle scelte fatte in fase di scatto come ad esempio l’uso del bianco e nero o del colore ma sono scelte fatte al volo, seguendo l’istinto, perché una fabbrica chiusa vive una seconda esistenza fatta di tossici che vanno a drogarsi, di ladri che vanno a rubare il possibile e di senza tetto che in quei luoghi trovano rifugio. Ecco allora che si deve fare veloci, ma in punta di piedi, camminare senza fermarsi se non per fare la foto tendendo l’orecchio nel silenzio che ti circonda, in cerca di eventuali pericoli.

Bisogna essere asettici, non toccare nulla ne lasciare traccia del proprio passaggio, quasi dei fantasmi in luoghi in cui i fantasmi sembrano aleggiare veramente.

Grazie a questa manifestazione avrò modo di esporre una parte degli scatti fatti, sperando che quelli scelti colgano nel segno e facciano riflettere un po’ su cosa vuole dire la parola fallimento affissa fuori da una fabbrica, su cosa rimane nella realtà quando si perde un posto di lavoro.

A me basta questo e sono grato all’organizzatrice per avermi scelto e per avermi assegnato un locale situato a fianco alla piazza principale della mia città dandomi così modo di far vedere a tante persone le foto che esporrò.

Per chi avesse modo e piacere il tutto si svolgerà a Trieste presso La Caffetteria del Borgo che si trova in Via Malcanton 6 dal 1° al 31 Ottobre 2014 e per l’inaugurazione che si terrà il giorno 1 Ottobre alle ore 18:30 ci sarà una breve presentazione dell’evento seguito da un rinfresco.

Il link dell’evento: https://www.facebook.com/events/1562728013955024/

 

 

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