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venerdì 31 luglio 2015

Fotoritocco, serve ancora il computer?

Siamo nel 2015 inoltrato, è l’era dei tablet e soprattutto degli smartphone ed i pc non solo si usano e si vendono sempre meno ma vengono prodotti da un sempre minor numero di aziende, servono ancora al fotografo?

La prima cosa da dire è che se si scatta in raw il computer è una scelta obbligata a causa della potenza necessaria al loro sviluppo ed elaborazione delle foto.

Se però si scatta in jpg il discorso è diverso.

I tablet e gli smartphone attuali offrono prestazioni a livello di cpu e di processore di immagine pari a quelle di un discreto pc, hanno in media 2-3 giga di ram se non addirittura 4 e tramite micro sd possono avere spazi di archiviazione di 120 Gb senza contare la connessione WiFi per connettersi alla fotocamera e la rete 3-4G per riversare le foto  in rete.

Assodato che un buon smartphone possiede a livello hardware tutto quello che può servire a un fotografo bisogna vedere se anche il lato software è altrettanto valido.

Prendendo me stesso come esempio posso dire che sulle foto eseguo le seguenti operazioni:

-regolazioni alte-basse luci

-regolazioni contrasto e saturazione

-ritaglio

-aggiunta firma

-ridimensionamento e cambio formato della foto

-raramente eliminazione di parti del fotogramma

-regolazione nitidezza

-aggiunta di filtri artistici per effetti particolari come hdr, b&w e simili

 

Sinceramente non saprei quali altri funzioni dovrebbero servire ad un fotografo, non sono mai stato un amante della post produzione spinta che va ad alterare la realtà acquisita tipo il rimodellamento dei lineamenti di un soggetto, l’eliminazione dei brufoli o cose del genere perché sarebbe grafica e non fotografia e potrebbe tornare utile solo a fini pubblicitari.

Per le cose importanti bastano due programmi su Android: Snapseed e Photo Editor.

Il primo è prodotto direttamente da Google e da moltissimi strumenti per lavorare il file preservandone anche la qualità.

Il secondo è gratuito se si accettano i banner pubblicitari o a pagamento per pochi euro per togliere la pubblicità ed è veramente potente e completo a livello di gestione delle immagini.

Sinceramente questi due programmini dovrebbero non solo bastare ma anche avanzare ad un fotografo visto che il 99% del lavoro andrebbe fatto in fase di acquisizione e per il restante 1% serve proprio poco, giusto la limatina finale al lavoro.

Attualmente io uso come smartphone un Asus Zenfone 2 con processore intel e 2 giga di ram, uno smartphone di fascia media che riesce a lavorare tranquillamente le foto e che, con uno schermo da 5.5 pollici, permette anche di non diventare ciechi.

La mia e-5 non possiede nativamente il modulo WiFi ma ho sopperito alla mancanza con una scheda di memoria  Eyefi che fa contemporaneamente da memoria di archiviazione e trasmettitore WiFi per mandare le foto al telefono così una volta finita la sessione di scatti posso scaricarmi le foto, rivederle con calma su uno schermo bello grande e nel caso caricarle su Flickr o altro.

Il computer lo utilizzo solamente se scatto in raw e come base di backup delle foto.

Può questo modo di operare valere per tutti?

Assolutamente no, per prima cosa ci vuole propensione all’uso dello smartphone che non a tutti piace, meglio sarebbe un buon tablet dedicato. In secondo luogo bisogna avere un buon piano dati se si vuole lavorare liberamente fuori da casa, io con Postamobile ho 6 giga di dati al mese a disposizione e mi vanno giusti ma la maggior parte degli operatori mette a disposizione solo 2 giga di dati che sono pochini se si iniziano a caricare e condividere molte foto.

Di sicuro il computer sta diventando e diventerà sempre più un prodotto di nicchia utile ai professionisti ma magari superfluo agli amatori, anche evoluti, ed è importante prendere atto che le nuove tecnologie sono già pronte ed offrono strumenti comodi, completi e potenti alle persone con la facilità e intuitività derivante da una interfaccia touch.

 

 

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